RADIO2: IL 1956 MINUTO PER MINUTO

Confesso un pregiudizio negativo nei confronti di Demetrio Volcic. L’ex corrispondente Rai da Praga, Vienna, Bonn e Mosca ed ex senatore ed europarlamentare diessino, non fa parte dei miei beni culturali. Dà sempre l’idea di un personaggio un po’ polveroso, in bianco e nero, di altri tempi, non aggiornato.
Niente di drammatico, intendiamoci. Ma, comunque, un giudizio necessario e sufficiente a dubitare dell’efficacia radiofonica di Volcic che, già di suo, ha una velocità verbale che non passerà propriamente alla storia. Quindi, quando abbiamo letto che il nuovo ciclo di Alle otto della sera sarebbe stato condotto da lui, un brivido è passato veloce lungo la schiena. Anche perché il tema, Krusciov contro Stalin, non si presentava come il più fresco a disposizione.
Invece, sorpresa. Dopo la prima parte del ciclo, in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 20 alle 20,30, fino al 24 marzo, i dubbi si sono sciolti immediatamente. Perché Volcic funziona. Ma, soprattutto, funziona nello spirito con cui è nato un programma come Alle otto della sera.
Il racconto del ventesimo congresso del Partito Comunista Sovietico e della demolizione dei crimini di Stalin da parte di Nikita Krusciov - scritto e letto da Volcic con la regia di Carlotta Zanini e la supervisione di Angela Zamparelli - riesce a trasformarsi in una sorta di lunghissima radiocronaca degli eventi, che parte il 13 febbraio 1956, quando Krusciov apre i lavori del congresso del Pcus senza nemmeno nominare Stalin e sembra dare il là al solito congresso di facciata, senza una parola sui crimini di Stalin, ed arriva al 25 febbraio 1956 quando invece Krusciov legge il rapporto segreto sulle vergogne staliniane. E poi parla delle rivolte in Polonia ed in Ungheria, sedate nel sangue, fino ad arrivare all’ottobre 1964 e alla morte di Krusciov e all’ascesa di Breznev.
Un racconto che, sera dopo sera, diventa sempre più avvincente. Quasi come una partita di calcio di cui sogni di avere il risultato, una sorta di Tutto Krusciov minuto per minuto.
Il grande merito di questo ciclo di Alle otto della sera (e, mio malgrado, di Volcic) è quello di recuperare lo spirito con cui è nata l’alternativa radiofonica ai telegiornali e ai giochi serali. Lo spirito del direttore di Radiodue Sergio Valzania, che ha portato alla nascita di una nuova radio. All’equivalente via etere alla televisione di formazione del maestro Manzi e di Non è mai troppo tardi. Quegli studenti delle elementari sono cresciuti e ora vanno all’università della radio.
Si chiama Servizio Pubblico. Con tutte le maiuscole.