Radioclassica, la cattiveria con dolcezza

Un po’ come Claudio Baglioni in E tu come stai, ho girato e rigirato senza sapere dove andare, vagando fra radio pubbliche e private, talk show televisivi, giornali radio e telegiornali, per cercare qualcuno che mi spiegasse cosa succede in Italia e nel mondo senza faziosità, nè omissioni. E, dopo tanta ricerca, ho trovato un modo semplice e chiaro di spiegare la politica e l’economia, su una radio apparentemente periferica: Radio Classica del gruppo Class editori. Su queste frequenze, ogni giovedì alle 18, va in onda un’intervista di Carla Signorile a Pierluigi Magnaschi, nella quale il direttore di Italia Oggi analizza i principali temi economici e politici italiani e internazionali della settimana. La conduttrice - che, forse l’unico punto debole della trasmissione, è un po’ relegata al ruolo di spalla di un protagonista troppo bravo, debordante e protagonista per lasciarle spazio - alza una serie di palloni dialettici che Magnaschi schiaccia con piacere, da fuoriclasse. Divertendosi, si capisce. E si capisce a tal punto che fa sorridere anche chi lo ascolta, con posizioni che non sono mai scontate. Anzi, spesso sono politicamente scorrette e sempre molto acute, toccando anche alcuni totem intoccabili. Chiaro, Pierluigi Magnaschi non è certo un «komunista!». Anzi, è un moderato, uno della maggioranza silenziosa, uno certamente non pregiudizialmente ostile al governo. Ma, allo stesso modo, è uno che non fa sconti a nessuno, senza risparmiare gli errori ed orrori del centrodestra nostrano. Ne esce così un programma assolutamente gradevole, dove Magnaschi maramaldeggia con piacere suo e di chi lo ascolta. Con misura, con ironia, con dolcezza. Senza sconti. Da non perdere.