RadioRai: anno di grande Mozart ma poi il menu è un po’ ripetitivo

Evviva, ma. La Rai ci ha regalato per un anno - l'anno Mozart, il suo festeggiatissimo duecentocinquantesimo compleanno - la sua completa opera. Bene! Con quel che avevano in casa, probabilmente. Scendiamo dunque al benino. Per esempio, tanti interpreti inglesi sulle reti normali; e in ore fisse sul canale della filodiffusione, tanta pianista Uchida, che non è un prodigio di fantasia neanche a piccole dosi, e nelle danze e divertimenti tanto Wiklly Boskovskij che è un direttore di freschezza fragrante ma di tanto tempo fa e sarebbe stato interessante qualche confronto con l'oggi. Di oggi invece dilagava Harnoncourt, benemerito filologo e direttore un po’ didascalico, e la voglia d'un respiro meno rigoroso e più libero ogni tanto si svegliava. Adesso siamo un po’ agli avanzi. Trascrizioni brillanti su temi di Mozart, soprattutto da opere, e la drammaturgia e le emozioni son risucchiate dalla categoria stucchevole del carino. Composizioni del tempo di Mozart, e così all'ora di pranzo siamo invasi da Spohr o da Kuhlau. Gradevoli. Ma dopo un poco l'impressione di una simile salsetta in tutti i piatti può anche far desiderare di cambiare menu.