Con Raffaele Paganini sui passi del grande Fred Da domani al Sistina un originale tributo in musica al «mito» di Astaire, celebre ballerino e cantante americano

Un concentrato di classe, eleganza e signorilità con corredo di cilindro bastone e ghette. Questo fu per il mondo intero Fred Astaire. Uno tra i più grandi, se non il più grande ballerino di tip-tap. Un artista dalla grazia innata e il talento levigato che seppe valorizzare le sue doti fondendo il piacere del mestiere a una disciplina ferrea. «Era un gran pignolo. Provava un passo per un mese finché non era perfetto» ripete di lui il regista Michael Cimino, autore di un film-collage sulle più belle scene di ballo della storia del cinema. Risultato? Qualunque coreografia con Fred Astaire che piroettava morbido al centro della scena diventava un prodigio al cinema. Indimenticabili le sequenze di lui che balla con un umile appendiabiti o ancheggia con disinvoltura a testa in giù arrampicato sui muri come un gatto. Ogni frenetico tip-tap ballato all’unisono con la felpata Ginger Rogers, poi, mandava il pubblico in visibilio. Con queste due star il musical americano visse una stagione meravigliosa e irripetibile. Un’epopea di sogni, buongusto e scollature trafitte di paillettes che torna a brillare al teatro Sistina grazie all’eleganza di Raffaele Paganini, celebre danzatore classico che in pochi anni ha valorizzato la sua affinità elettiva col musical.
Da domani all’11 gennaio l’étoile, già interprete di Un americano a Parigi, Cantando sotto la pioggia, Sette spose per sette fratelli e Da Tango a Sirtaki-Omaggio a Zorba, sarà in scena con la Nuova Euroballetto in Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers lussuoso show dedicato al musical statunitense con spartiti di George Gershwin, Glenn Miller e musiche originali di Marco Melia. Firma i costumi Alessandra Saroli, luci di Jean Paul Carradori e multivisione a cura di Massimiliano Siccardi.
Chi nel corso degli anni ha seguito il percorso artistico di Paganini - étoile del Teatro dell’Opera a soli diciotto anni e partner artistico di Carla Fracci, Luciana Svignano, Elisabetta Terabust e Alessandra Ferri, solo per citarne alcune - sa che il suo approccio al musical non è un capriccio o una moda. Prima del debutto di Cantando sotto la pioggia, nei panni inzuppati che furono di Gene Kelly, Paganini confessò di volersi applicare seriamente nel tip-tap per riuscire a far ballare un altro mito, Fred Astaire: «È stato un danzatore nobile e perfetto, così preciso da non sporcare mai un passo. Ma lo sento ancora lontano dal mio modo di ballare gioioso e vitale, che mi avvicina di più a Gene Kelly» confidava Paganini quattro anni fa. Mai dire mai, nella vita.
Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers sbarca al Sistina col suo carico dorato di allegria e spensieratezza, perché nell’ora e mezza di rappresentazione la platea viene letteralmente catapultata in un mondo incantato dal sapore antico, a cavallo tra gli anni ’20 e ’50 con rumori di navi da oltreoceano che portano a terra marinai ebbri di voglia di vivere. La prima parte dello show, In the Navy (coreografata da Alfonso Paganini) è dedicata proprio a un manipolo di militari dalla divisa candida che sbarcano in città per corteggiare belle ragazze. Mentre le storie d’amore fioriscono tra sogno e realtà, un’alba di classe ed eleganza è lì per sbocciare. Fred e Ginger (coreografia di Luigi Martelletta) è un inno a quegli anni affascinanti, splendidi e insieme faticosi. Un capitolo di storia punteggiata da sequenze cinefile doc e colonne sonore magnifiche, rappresentata in scena con la tecnica della multivisione che scenografa il balletto e regala emozioni.
Omaggio a Fred Astaire e Ginger Rogers non racconta la storia dei due ballerini, né l’origine del loro sodalizio artistico, piuttosto concede allo spettatore l’opportunità di immedesimarsi nel sogno sognato da Fred e Ginger: una visione evanescente, orlata da coreografie nette ed eleganti. Salti e piroette con contorno di frac e guanti; fruscio di abiti da sera e ticchettio di scarpe lucide che calpestano forsennatamente il pavimento, srotolando fino al 2009 quell’incredibile tappeto sonoro chiamato tip-tap. Davvero irresistibile.