Raffica di attentati, 70 le vittime in Iraq Sale la tensione dopo il ritiro degli Usa

Più di 73 morti e oltre 80 feriti. È il bilancio di diversi attacchi contro sciiti avvenuti ieri a Baghdad e nel sud dell’Irak. L’attentato più grave è accaduto vicino a un checkpoint della polizia ad ovest di Nassiriya, nel sud del Paese, dove un attentatore suicida si è fatto esplodere uccidendo 44 pellegrini sciiti e ferendone almeno 81, ha detto Sajjad al-Asadi, capo del comitato provinciale della sicurezza di Nassiriya. In mattinata, altre quattro bombe sono esplose in due quartieri sciiti di Baghdad: il primo attentato, riferiscono fonti del dipartimento della Sanità, è avvenuto a Sadr City quando due ordigni, uno piazzato su una motocicletta e l’altro lungo la strada, hanno provocato 13 vittime e 37 feriti. La polizia ha detto di aver trovato e disinnescato altre due bombe. «C’era un gruppo di operai che attendeva di essere assunto. Qualcuno ha parcheggiato una moto nelle vicinanze e poco dopo è esplosa uccidendo diverse persone e bruciando alcune auto», ha detto un poliziotto che non ha voluto essere identificato. Nel secondo attentato, dove due bombe sono state fatte esplodere nel quartiere di Kadhimiya, a nord della capitale, sono rimaste uccise 16 persone. «La gente ha iniziato a fuggire dal luogo dell’esplosione come impazzita, alcuni alla ricerca dei parenti. Molti sono scoppiati a piangere e altri urlavano», ha raccontato alla Reuters Ahmed Maati, un poliziotto del distretto di Kadhimiya. Gli attentati di ieri sono gli ultimi in ordine di tempo dopo quelli del 22 dicembre quando almeno 72 persone sono rimaste uccise.