Ragazza cade nel Tevere e annega. L’amico: si era drogata

Aveva preso alcol e droga insieme al ragazzo brasiliano che aveva appena conosciuto la ragazza di vent’anni scivolata e annegata nel Tevere ieri pomeriggio. Damaris Tomassi, che abitava al quartiere romano del Pigneto, è caduta sembra accidentalmente ed è morta. «È stato un incidente. Ha avuto un malore e cadendo in acqua non è riuscita a tornare a riva», ha spiegato l’amico della ragazza alla polizia, che sta indagando e che sembra escludere l’ipotesi di omicidio.
È successo ieri pomeriggio intorno alle 14 all’altezza di Ponte Testaccio. L’amico della vittima, un 24enne con alcuni precedenti penali, ha chiamato i soccorsi. Sono intervenuti 118 e polizia. I sommozzatori del Vigili del fuoco hanno recuperato il corpo della ragazza dopo circa un’ora di ricerche. «Avevamo assunto droga», ha aggiunto il brasiliano, precisando di aver conosciuto Damaris Tomassi «un paio di giorni fa». Pare che i due si trovassero sul greto del fiume, poi la giovane sarebbe scivolata. La vittima era romana e incensurata. Secondo le prime ricostruzioni, al momento della caduta era probabilmente sotto l’effetto di droghe, ketamina o altre sostanze allucinogene. Il corpo sarà comunque sottoposto ad autopsia. La polizia ha ricostruito le ore precedenti alla morte della giovane romana, in buona parte sulla base del racconto dell’uomo che era con lei, per cercare di capire se dietro l’incidente ci sia qualcosa di più. I due avevano trascorso la notte in un centro sociale non lontano da Ponte Testaccio e insieme avevano preso alcol e droga. Le indagini, affidate al commissariato del Celio, continuano. Ma gli inquirenti propenderebbero appunto per l’ipotesi della tragica fatalità. Sulla vicenda ci sono anche reazioni politiche. «La morte della giovane del Pigneto annegata nelle acque del Tevere ripropone il dramma dei ragazzi vittime della droga - ha dichiarato in una nota Samuele Piccolo, vicepresidente dell’Assemblea capitolina -. Amfetamine, ketamine, popper e cocaina girano troppo facilmente nei locali frequentati dai ragazzi. Il lavoro degli investigatori sta dando ottimi frutti e l’ingente quantitativo di cocaina sequestrato nei giorni scorsi a Roma e nel litorale ne è una conferma, ma non basta - ha continuato Piccolo -. Occorre setacciare i locali frequentati dai ragazzi, le discoteche, i centri di aggregazione e chiudere le attività commerciali dove vengono spacciate le droghe. È un’impresa dura, difficile ma ne vale la vita di tanti giovani vittime della droga».