La ragazza col martello in volo verso Pechino

È decollata ieri alle 20 da Fiumicino, destinazione Pechino. Silvia Salis, atleta genovese che ai Giochi gareggerà nel lancio del martello, in una mano teneva stretta una valigia piena di speranze, nell'altra l'ultimo numero del settimanale «Grazia», che nella copia in edicola ieri ha fatto indossare a 19 campioni i modelli della nuova collezione di noti stilisti.
Accantonata una giornata di divertimento, la grande avventura sta per cominciare: «Emozionata? Più che altro incuriosita da quello che possiamo trovare. Mi hanno detto che l'atmosfera è incredibile e poi c'è sempre l'incognita di non sapere quello che ti aspetta», racconta. Nessun timore particolare: «L'unica paura è quella di tutti gli atleti: stancarsi troppo durante il viaggio. Il resto invece non mi preoccupa, direi che siamo tutti piuttosto rilassati. Quello che potevamo fare l'abbiamo già fatto e ora non ci resta che metterci in gioco per la sfida decisiva».
Silvia ha la fortuna, o la sfortuna, di partecipare alle Olimpiadi più discusse degli ultimi decenni, dal rischio terrorismo allo smog. La Cina ora viene descritta come un altro mondo: «Diciamo che queste sono cose che fanno soprattutto da contorno e a chi gareggia non interessano poi così tanto. Siamo tutti impegnati a pensare piuttosto agli aspetti agonistici e poi è troppa la voglia di respirare un'atmosfera unica».
«Grazia» l'ha definita "istintiva come una teen ager, ha posato in Tartan Look. Dice che se fa l'atleta è tutta «colpa» di suo padre, direttore di due impianti sportivi. Ha cominciato con il salto in lungo e poi è passata al lancio del martello. Insomma, modella per un giorno: «È stata un'esperienza bella, divertente. Credo che per rilassarsi ogni tanto sia anche piacevole fare qualcosa di diverso e poi ho posato insieme ad altri grandissimi campioni».
Silvia Salis è pronta a partire: oggi sbarcherà a Pechino e poi dovrà solo dare il massimo. Ambizioni? «Non voglio pormi obiettivi definiti perché non sarebbe giusto. Certamente le ultime prove sono andate bene e spero di ripetermi anche a Pechino. Per me ottenere gli stessi risultati sarebbe già molto incoraggiante». Nessun pronostico, quindi? «Nessuno, siamo talmente tanti. Però…spero di fare bene». In bocca al lupo.