La ragazza col sogno di unire due mondi

Raggio di Luna è una che non sa stare al suo posto, soprattutto se il posto dove sta è sbagliato. È nata nella Praga comunista, ma è destinata a vivere nella Baghdad di Saddam. È una bambina curiosa, un’adolescente seducente, una donna libera, tre cose che portano solo guai: «Appena nata mamma pregò in silenzio di fare di me una donna forte capace di fondere le due anime che avevo ereditato, di far convivere Oriente e Occidente». Michelle Nouri è fatta così. La sua vita è una sfida continua. Già a partire dai due nomi, Raghdde «Raggio di luna», iracheno come papà, e Michelle, come la chiama la mamma, cecoslovacca, perché quella era la canzone dei Beatles che le cantava come ninna nanna. Michelle, ormai in Italia da 15 anni, giornalista, ha riunito le due anime in un libro La ragazza di Baghdad (Rizzoli, 273 pagine, 17 euro), un viaggio che parte da lontano ma non si sa ancora, anche dopo l’ultima pagina, dove finirà.
È bella la sua infanzia in una Baghdad che non c’è più, ricca e cosmopolita dove «gente di tutte le lingue si mescolava nelle strade, era l’Oriente e l’Occidente assieme, quella musica ero io», ma finisce troppo presto. Ci sono le guerre. E amori pericolosi per una ragazzina, nati per caso nei club esclusivi della capitale: «Buonasera ragazze, mi è capitato di vedervi spesso qui al club, ma non ho mai avuto il piacere di presentarmi. Sono Uday...» Uday Hussein, il figlio del rais. Una storia di pochi mesi, ma che lascia il segno solo dopo anni: «non avrei mai potuto immaginare che un giorno avrei scrutato la fotografia di un volto tumefatto per cercare quello che restava della mia adolescenza felice». Il viso di Uday ucciso. Raggio di Luna combatte a modo suo anche la guerra di religione: è musulmana ma porta una croce al collo. Lascia la sua Baghdad ma la fuga dall’inferno la porta nella Cecoslovacchia della caduta del comunismo, un altro mondo che scivola veloce alle sue spalle. Anche per questo la ragazza di Baghdad, con tutte le sue anime, è ieri come oggi una ragazza del futuro. O meglio un avamposto del futuro piantato nel cuore del passato.