Ragazza in coma, i legali chiedono il sequestro della sala operatoria

Vibo Valentia - La procura della Repubblica ha accertato che non ci sono difetti di funzionamento nell'impianto elettrico della sala operatoria dell'ospedale di Vibo Valentia nella quale si è verificato un black out mentre era in corso l'intervento chirurgico su Federica M., la ragazza entrata in coma per mancanza di ossigeno al cervello. Dati i tempi rapidi della verifica, effettuata da specialisti dei carabinieri, la procura ha evitato di sottoporre a sequestro la sala operatoria. Ieri, i carabinieri hanno sentito come persone informate sui fatti i componenti l'equipe medica che ha operato Federica. Sull'esito delle deposizioni non sono trapelati particolari. Intanto, il legale della famiglia di Federica, Vincenzo Cantafio, ha affermato: "Il dato certo che il cervello di Federica è rimasto senza ossigeno per alcuni secondi e questo non doveva sicuramente accadere. Potrebbe esserci una responsabilità umana, sicuramente c'è. Il problema è vedere se qualcuno non è stato tempestivo nell'intervento quando c'è stato il black out. Qualche responsabilità personale dunque c'è, oltre a quella strutturale". La ragazza, ricoverata nell'ospedale di Cosenza in coma farmacologico, oggi è stata sottoposta ad una nuova risonanza magnetica.