"La ragazza del lago" trionfa. Briciole a Moretti

David di Donatello: dieci statuette al vincitore (<strong><a href="/video.pic1?ID=David_Donatello_2008">guarda il video</a></strong>). Miglior attore Toni Servillo, attrice Margherita Buy. &quot;Caos Calmo&quot;, dato per trionfatore, si è dovuto accontentare di tre premi minori

Roma - Alla fine l'ingordo Caos calmo di Antonello Grimaldi con Nanni Moretti che aveva fatto quasi l'en plein con ben 18 candidature su 19 è tornato a casa con soli 3 David di Donatello: migliore attore non protagonista (Alessandro Gassman), musica (Paolo Buonvino) e canzone originale (Ivano Fossati). Al suo posto ha stravinto, con 10 David su 15 candidature, La ragazza del lago, la fortunatissima opera prima di Andrea Molaioli che ha così concluso la sua marcia trionfale, tra apprezzamenti di pubblico e di critica, iniziata lo scorso settembre alla Settimana della critica del Festival di Venezia. Parliamo delle categorie principali come quella prestigiosa del miglior film a cui si affianca l'inedita doppietta del miglior regista e del miglior regista esordiente, sempre lo stesso Molaioli. Riconoscimenti poi ai produttori (Nicola Giuliano e Francesca Cima), al direttore della fotografia (Ramiro Civita), al montatore (Giogiò Franchini), all'attore protagonista (Toni Servillo che qualche settimana fa in un'inchiesta del Giornale veniva indicato come il miglior attore italiano).
E chissà che Moretti non si stia mangiando le mani visto che il pluripremiato Andrea Molaioli è stato un suo discepolo, assistente alla regia in numerosi film a partire da Palombella rossa. Quando si dice che l'allievo supera il maestro...

Periodo nero per il Nanni nazionale che solo poche ore prima, ieri mattina al Quirinale quando il presidente Napolitano ha ricevuto i candidati alle cinquine dei David, aveva detto di attendersi «tre o quattro premi». Tre sono arrivati ma non certo nelle categorie importanti desiderate, così Caos calmo è stato superato anche da I vicerè di Faenza che ha ottenuto quattro David (scenografo, costumista, truccatore e acconciatore). E chi si aspettava magari un po' di «caos politico» con qualche dichiarazione allusiva di Nanni Moretti sul dopo elezioni è rimasto deluso perché sul palco dell'Auditorium Conciliazione di Roma l'attore e regista girotondino proprio non c'è salito, preso in giro anche dal perfetto sosia Ballantini di Striscia la notizia.

Così la mattinata al Quirinale è stata il vero termometro dello stato emotivo, al limite del surreale, del mondo del cinema, tradizionalmente virato a sinistra, che è sembrato non essersi ancora ripreso dalla batosta elettorale. In primis Moretti: «Il mio appello contro l'astensionismo non è stato molto ascoltato, certo è strano che gli analisti della politica, i sondaggisti, non abbiano percepito quell'aria, quel vento che tirava. Anch'io non mi aspettavo un risultato così netto. Inequivocabile». Di fronte a questa incredulità i giornalisti hanno iniziato a ipotizzare disastrosi scenari di fantapolitica in cui, ovviamente, il governo che verrà sarà il fautore dell'azzeramento della cultura in Italia: «E se taglieranno i fondi per il cinema?», «e se riscriveranno i libri di storia nelle scuole», «e se... ». Moretti ha barcollato ma ha mantenuto il lume della ragione: «Non parliamo di cose che ancora non sono accadute». Dopo ha scambiato quattro chiacchiere amichevoli con Napolitano che si è intrattenuto con i cineasti e gli ha chiesto notizie del Nuovo Sacher. «Sì il mio cinemino è ancora aperto», ha risposto umilmente Moretti a un Napolitano più cinefilo che mai, quando ha ricordato se stesso, in terza persona, «diciassettenne preso da insana passione per il cinema, che andò a seguire dall'inizio alla fine il Festival di Venezia».

Per quanto riguarda la cerimonia di premiazione proposta da Raidue in differita in seconda serata, gestita con piglio deciso da Tullio Solenghi affiancato dalle signorine buonasera della stessa rete Janet De Nardis e Arianna Marchetti, non ci sono state particolari sorprese. Se non fosse per l'esclusione dai premi di altri due film favoriti Giorni e nuvole di Silvio Soldini (due soli riconoscimenti anche se importanti alle attrici Margherita Buy e Alba Rohrwacher su 15 candidature) e la La giusta distanza di Mazzacurati (zero su nove). Contentino finale del David giovani per il Silvio Muccino di Parlami d'amore.