Ragazza sugli spalti, partita sospesa in Arabia Saudita

L'arbitro non ha avuto dubbi, quando si è accorto della tifosa dodicenne allo stadio: stop all'incontro di calcio. Nel regno saudita infatti gli stati sono vietati alle donne

Roma - In Arabia Saudita, l’arbitro di una partita del campionato di calcio interrompe il gioco dopo che il quarto uomo gli ha segnalato la presenza sugli spalti di una ragazza 12enne. Solo dopo l’intervento di un funzionario della lega presente nello stadio può riprendere la partita. La notizia apparsa ieri sulle pagine di cronaca del quotidiano saudita al Watan è rilanciata stamani dal sito web della tv satellitare araba al Arabiya.

Nel Regno saudita, culla dell’islam tradizionalista, "per non favorire promiscuità tra i due sessi", è vietato l’ingresso delle donne agli stadi. Per far riprendere la partita, riferisce il quotidano arabo, è stato necessario l’intervento dell’ispettore della lega calcio locale, che poi ha spiegato ai giornalisti: «Ho chiesto all’arbitro di riprendere il gioco perché la presenza della ragazza non ostacolava l’incontro, e poi tale questione non è tecnica e non riguarda gli arbitri, ma è una faccenda amministrativa alla quale dovranno rispondere i gestori dello stadio».

Per la cronaca, «la ragazza ha lasciato gli spalti al 36esimo minuto di gioco», «senza opporre resistenza né protestare». La partita, svoltasi nella città di al Ihasaa ad est dell’Arabia Saudita, vedeva opposte le squadre di al Nahda e al Urubah per aggiudicarsi la Coppa del Principe Faisal Bin Fahad.