La ragazza con la valigia rossa sfrattata a un passo dalla meta

Quando è scoppiato l’inferno, lei era proprio lì, a metà di via XX Settembre, la via principale di Genova che per un pomeriggio è diventata il confine tra la parte buona e quella «cattiva» della città. Un’isola di salvezza lunga cinquecento metri a separare la vita e la morte. Lei era lì, con la sua valigia rossa e guardava dritto avanti a sé, dove la strada finiva nell’acqua e c’erano solo le sirene dei mezzi della protezione civile e delle ambulanze ad attraversarla. Lì, oltre la piena che in un attimo aveva sommerso la città, c’era tutta la sua vita, i suoi affetti, la sua casa. Tutto ciò che aveva lasciato poche ore prima e che adesso non poteva più raggiungere. La paura della seconda ondata che dicevano sarebbe stata ancora più violenta della prima e il terrore di trovarsi in un attimo immersa nel fango. Piangeva, era stanca. Avrebbe voluto soltanto andare a casa, togliersi le scarpe bagnate che le gelavano i piedi da ore e mettersi dei vestiti caldi. Le sarebbe bastato superare la «zona rossa» tracciata con un nastro dai vigili, arrivare in piazza della Vittoria, poi in corso Buenos Aires e quindi via, libera verso il ritorno. E invece. Invece c’erano le voci degli uomini della protezione civile che riempivano il corso dicendo che no, da qui non si passa, quantomeno fin quando non sarebbe stato scongiurato del tutto l’arrivo di un’altra bomba d’acqua. Perché via XX Settembre, la parte alta, era l’unico luogo sicuro per la popolazione e guai a provare a varcare il confine. Se non fossero stati costretti a rimanerci per lavoro, nemmeno gli agenti avrebbero rischiato tanto. La piena non perdona, non lascia scampo agli avventurieri, non concede una seconda chance ai ritardatari. La ragazza con la valigia rossa guardava dritto davanti a lei, e in fondo lo sapeva che avevano ragione loro: di là era tutto un brulicare di luci bianche e blu che trasportavano gommoni, di pettorine di uomini che in mezzo al nulla cercavano di convincere le persone rimaste ad andarsene via, al più presto.
«Prima di sera ci lasceranno andare, vedrai, fatti coraggio», le aveva promesso un gruppo di signore. Si trattava soltanto di aspettare. Lei allora si era fatta forza, si era asciugata le lacrime. L’acqua se ne sarebbe andata, e lei sarebbe tornata finalmente a casa, dall’altra parte della piena.