Le ragazze del salto: «Noi come Icaro con gli sci e senza avere paura»

Il salto femminile ieri ha esordito a un campionato del mondo assoluto, premiando con la medaglia d'oro Lindsey Van, da non confondere con la Vonn, dominatrice dello sci alpino, stesso nome, stessa età, stessa nazionalità, ma, solitamente, palcoscenici ben diversi. «Ci hanno visto in diretta tv, che emozione!» esclama un'entusiasta Lisa Demetz, a 19 anni veterana della squadra italiana, ieri diciottesima, seconda azzurra dietro a Evelyn Insam, tredicesima a 15 anni appena compiuti, parlantina meno sciolta ma idee già ben chiare: «Non mi aspettavo questo risultato e sono felice, soprattutto per le sensazioni, quando volo ho il tempo di pensare e di godere, in quei pochi secondi in aria sta tutta la bellezza di questo sport dove la paura non è concessa, perché se non sei decisa diventa molto pericoloso!».
Proprio per questo a saltare con gli sci bisogna cominciare da giovanissimi, perché crescendo vengono meno voglia e capacità di rischiare. Racconta ancora Evelyn: «Io ho iniziato a 9 anni, facevo già sci alpino ma il salto mi ha appassionato subito di più». Lei, come Lisa Demetz, Elena Runggaldier e Barbara Stuffer, il quartetto azzurro iscritto ai mondiali, viene dalla Val Gardena, per tutte la vita da saltatrici è cominciata grazie a Romed Moroder, tre anni prima dei Giochi olimpici di Torino, quando l'Italia fu quasi costretta a mettere in piedi una squadra femminile con obiettivo, appunto, l'Olimpiade. Purtroppo poi le cose andarono diversamente, perché il salto femminile non fu ammesso a Torino e non lo sarà nemmeno a Vancouver fra un anno. Racconta Lisa Demetz: «Quando mi hanno chiesto di provare ho detto sì senza nemmeno sapere cosa fosse, le prime volte mi sono lanciata da trampolini bassi per salti sui venti metri circa, poi man mano il livello è salito e adesso posso vantare un record di 102 metri in gare ufficiali e di 128 in allenamento». Ancora poco rispetto ai maschi che volano oltre i 200 metri, ma le donne per ora gareggiano solo dal trampolino normale K100, l'importante è esserci: «Sì, qui ai Mondiali è stata un'esperienza molto stimolante, abbiamo gareggiato davanti al pubblico, di solito alle nostre gare ci sono poche decine di persone, e alle telecamere, peccato solo che le condizioni fossero quasi proibitive...». Infatti, la gara maschile di salto per la combinata nordica ieri è stata rinviata, vento e bufera non hanno invece fermato le aspiranti Icaro, ragazzine giovani e carine che per fortuna non devono nemmeno più sottoporsi a diete terribili, perché i nuovi regolamenti hanno messo un freno all'anoressia diffusa nel mondo del salto con gli sci. «Meno male, io adoro cucinare, ma soprattutto mangiare!» ride Lisa Demetz, che non si sente per niente un maschiaccio e ama piuttosto definirsi una pioniera: «Sarà bello raccontare ai miei nipotini che sono stata la prima campionessa italiana della storia del salto con gli sci!».