Ragazzi e dialettale tra musica e cabaret

Si accendono i riflettori sulla nuova stagione del Teatro della Gioventù che si apre nel segno della novità - la collaborazione col Teatro Ragazzi - ma non rinnega, anzi rilancia il suo vero marchio di fabbrica: le commedie in dialetto, di cui cresce la proposta qualitativa e quantitativa (le compagnie teatrali sono arrivate a quindici, tre in più del 2007).
E nel ricco palinsesto di quest'anno spicca la varietà di proposte musicali, a partire dal concerto con Max Manfredi che il prossimo 31 ottobre inaugurerà la stagione del teatro presentando il suo nuovo album «Luna persa», per chiudere col concerto dei Red Wine e Tim 'O Brien.
Ma la novità assoluta della stagione 2008/2009 è la prima rassegna regionale del Teatro Ragazzi, in programma dal 18 gennaio al 5 aprile ogni domenica alle ore 11 nella sala Barabino. Un appuntamento dedicato ai più giovani (dai 3 ai 12 anni) a cura del coordinamento Teatro Ragazzi di Genova e con la partecipazione di dodici compagnie teatrali. Dalla compagnia del Drago rosso a quella della Balena zoppa, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Novità e continuità: come negli altri anni, oltre alle commedie in dialetto spazio a quelle musicali, all'operetta, al grande Jazz, al cabaret, alla rivista, al grande tango argentino e alla prosa in lingua con le migliori compagnie della Liguria. Sabato 1 novembre e domenica 2, il Teatro della Gioventù ospiterà poi l'undicesima edizione del Festival Internazionale di regia teatrale: 14 registi provenienti da Liguria, Lombardia, Piemonte e Toscana si sfideranno mettendo in scena, in un tempo massimo di diciotto minuti, l'Amleto di William Shakespeare. Il tutto a cura della compagnia genovese «La Pozzanghera», responsabile dell'organizzazione del festival nella nostra città.
Ieri a fare gli onori di casa c'era l'assessore regionale alla cultura, Fabio Morchio: «Siamo al quarto anno di una scommessa vinta: il Teatro della Gioventù è l'unico a cui la Regione non dà soldi, anzi li prende, visto che noi siamo i padroni di casa e loro sono in affitto. Ma nel difendere i valori del dialetto, questo teatro rappresenta un pezzo di grande rilievo a Genova». Parole apprezzate dal direttore del teatro Riccardo Canepa e dall'amministratore Giunio Lavizzari Cuneo, che però reclamano più attenzione per la loro struttura da parte di tutte le istituzioni. «Fino al 2005 - ricorda Lavizzari Cuneo - il dialetto a Genova era in una fase calante, noi abbiamo dato un importante segnale di crescita. Perché allora non destinare il cinque per cento dei fondi per il teatro in lingua a quello dialettale?».