Ragazzi prigionieri dell’ansia dei genitori

da Milano

La paura di volare si «combatte» fin da piccoli. Ma per la loro prima lezione antipanico, è stato più difficile allontanarli dai genitori che farli salire su un aereo: uno vero, fatto di ferro, con le ali e chissà poi come fa a stare in cielo. Una settantina di bambini fra i 4 e i 7 anni ieri hanno volato sopra le loro case con un aereo della Myair, compagnia low cost, hanno fatto un bel disegno mentre erano in cielo, hanno bevuto cola e mangiato una pizza, e alla fine si sono anche presi un attestato che li certifica passeggeri a tutti gli effetti. Eccitati e allineati sono passati dai metal detector, si sono imbarcati prima sul bus Sea e poi sull’Airbus 320 che li attendeva in pista: «È rosso», hanno esclamato, anche se non è stato facile spiegare come fa a stare in cielo. «Io cosa farò quando sarò su? Tirerò giù il finestrino e toccherò una nuvola». Non fermate il mondo, non fateli scendere. Il 60 per cento era al primo volo assoluto, quando il comandante ha avvisato che voleva comunicare alcune cose prima di decollare sono stati zitti mezzo secondo, e lui non c’è rimasto neppure male, pensava peggio. Qualcuno comunque si era preparato al battesimo dell’aria con meticolosità e si era messo a fare training: sdraiato su due sedie e gli occhi al cielo, a gente come lui bastano un paio di secondi per raggiungere l’equilibrio perfetto, poi una bella rotolata a terra e via una bella corsa. Il comandante fa: «Ora vi spiego come mai questo uccello grossissimo riesce a stare in cielo senza sbattere le ali. - silenzio assoluto -. Il trucco è che ha due motori». Applauso. I bambini sono seduti, cinture allacciate: «Voleremo a 39mila piedi, significa 12mila metri d’altezza - spiega il comandante-. Bene, personale di volo e bambini, siete pronti al decollo?». Boato. Adesso bisognerebbe aver voglia di chiedersi veramente come sia possibile che nessuno di questi 70 frugoletti si sia lasciato prendere da un sano panico. Quello che spesso a noi adulti ci prende al momento del decollo e mascheriamo con le smorfie più assurde. Niente, una banda di incoscienti che hanno fatto un salto in cabina dal comandante e sono usciti tenendosi per mano. Paura? Uno ha chiesto: «Ma quando arriva la paura?». Le insegnanti della elementare di Gallarate e della English School di Busto Arsizio invitate alla lezione di volo in alta quota erano molto soddisfatte: «Qui ci sono bambini che per disponibilità economica ben difficilmente sarebbero riusciti a volare a breve. Mentre è importante, per vincere la paura, affrontare il primo volo in tenera età». Ma qui nessuno aveva paura, concetto lontano qualche galassia e quando uno di loro ha visto il sacchetto per l’emergenza sulla poltroncina e ha chiesto a cosa serviva, è riuscito anche a farsi venire il vomito, giusto per non farsi mancare niente.