Ragazzi si gioca: torna Playboy

Hugh Hefner lo ripete sempre: &quot;Coniglietta una volta, coniglietta per sempre&quot;. Dal 5 dicembre di nuovo nelle edicole l’edizione italiana della rivista sexy più famosa della storia. Perché le conigliette non passano mai di moda <br />

Milano - Hugh Hefner lo ripete sempre: «Once a Playmate, always a Playmate», «Coniglietta una volta, coniglietta per sempre».

Playboy una volta, Playboy per sempre. Da noi a rivista desnuda più patinata della storia era sbarcata negli anni Settanta, sull’onda del successo negli Stati Uniti, dove era nata nel ’53, ma durò poco: l’edizione italiana “tirò” solo una quindicina d’anni, sino alla fine degli anni Ottanta. Ora, però, ritorna.

Ieri sera in uno dei locali più fashion di Milano, il “Visionnaire”, strapieno di conigliette doc inguainate nella leggendaria divisa in bianco e nero corpetto-polsini-tacco alto-orecchie lunghe, è stata presentato il nuovo “Playboy” che dal 5 dicembre tornerà in edicola, per ora in 500mila copie. A dirigere il mensile, che come tradizione mescola nudo (per la verità, a sfogliare il primo numero, non moltissimo) e articoli di costume, società e cultura, è Gian Maria Madella: “Offriremo non solo 40 pagine di bellezze, specialmente italiane, ma anche oltre 90 pagine di contenuti dove il lettore troverà quello che non si scrive sugli altri giornali. Sarà una vera rivista liberal”, ha spiegato prima del taglio della torta di rito. Protagoniste della festa - nella quale spiccava fra gli ospiti una Randy Ingerman in top form, dall’alto dei suoi 40 anni e del suo tacco 15 molto più in “form” di tutte le conigliette presenti - Caterina Murino, testimonial e ragazza copertina purtroppo molto coperta del nuovo Playboy (ha detto di essere onoratissima della cosa, visto che il primo numero del 1953 aveva al suo posto Marilyn Monroe...) e Sarah Nile, il cui nome, a differenza di tutto il resto, non dirà nulla a nessuno, ma quest’anno è arrivata alla finalissima di veline (tra le bionde) e ora è la prima playmate italiana, vale a dire la ragazza sdraiata sul paginone centrale.

Il corpo e la testa. Oltre ai nudi, come da formula ormai ultrasperimentata, Playboy offre però qualcosa anche alla mente: politica, società, moda, interviste, inchieste: tra le firme Francesco Alberoni, Andrea Pinketts, Claudio Sabelli Fioretti, Massimo Cirri, Edoardo Montolli. “Playboy italiano - ha detto il direttore - dovrà regalare bellezza e sensualità raffinata, ma fare anche cultura e politica, contro ogni pregiudizio, come il Playboy dei tempi d’oro”. I tempi d’oro: quando il simpatico e irriguardoso coniglietto con il frac operò silenziosamente una vera e propria rivoluzione del costume. Togliendo quello di stoffa delle donne e cambiando quello mentale degli uomini. Una vera liberazione, insomma. Sessuale.