Ragazzi, vi tocca fare la rivoluzione

Appello laico per la giornata mon­diale della gioventù, esteso ai non
credenti ma inquieti. Voi che ve­nite dall'infanzia e vi aprite alla
gio­ventù, voi che sapete poco o nulla del Passato, quello grande, ma
anche del passato, quello minore

Appello laico per la giornata mon­diale della gioventù, esteso ai non credenti ma inquieti. Voi che ve­nite dall'infanzia e vi aprite alla gio­ventù, voi che sapete poco o nulla del Passato, quello grande, ma anche del passato, quello minore. Voi che non sapete di quella storia tragica e solen­ne al cui tramonto noi nascemmo. Voi che avete l'obbligo biologico e anagrafico di sperare e di aver fiducia in ciò che fate, e di ritenere possibile per magica inesperienza della vita modificare il mondo. Voi che potete, non avendo mai avuto un contatto col potere della realtà e con la realtà del potere, mettere a frutto il vostro candore. Così non va, provate voi a cambiare. Puntate sulla rivoluzione, ne avete tutta la facoltà, incluse le vel­leità che all'età vostra si chiamano speranze. Fate la rivoluzione, non contro qualcuno né a danno di terzi, ma per rigenerare il mondo, che è stanco, vecchio, spompato. Non tut­to è fatto, è detto, è visto, è pensato, c'è ancora da fare,dire,vedere,pensa­re. Pensate pericolosamente e ri­schiate in proprio ma per una buona causa, non solo per un'emozione o peggio per un impulso o una voglia. Per noi è scaduto il tempo, scaduta la passione; ne abbiamo viste troppe, le cose morte superano le vive, cono­sciamo il potere e le sue leggi, cono­sciamo la routine e le sue leggi, noi guardiamo in faccia la realtà, fino alla morte. A voi disperare non è conces­so, perché si può disperare a posterio­ri, mai a priori. Con disperata fiducia nel vostro ingenuo futuro; il nostro già passò. Scuotete il vostro tempo.