La ragazzina ribelle diventa musical

Nacque dalla fantasia di Astrid Lindgren, quando la figlia le chiese di raccontarle una storia originale; divenne poi un racconto a puntate per una rivista svedese, per essere trasposto, in seguito in un lieto appuntamento televisivo; trasmesso su reti svedesi e di altri paesi europei fino a giungere in Italia, dove il successo non mancò di ricolmare la curiosa bimba dai capelli rossi avvolti in due inconfondibili trecce, il telefilm venne apprezzato dai bambini che amavano sognare con la protagonista. La storia fantastica e ricca di avvincenti avventure di Pippi Calzelunghe, la bimba dalla forza quasi sovraumana, non poteva, in quest'epoca, che diventare musical, assecondando il piacere di accompagnare una storia nata per i bimbi, ad una struttura scenografica, coreografica e musicale fino ad affascinare e fare innamorare anche il pubblico adulto. In scena al Teatro Carcano ancora per oggi, l'adattamento teatrale di Staffan Gotestam basato sulla traduzione italiana di Sagitta Alter e Carlotta Proietti e diretto da Fabrizio Angelini, incanterà la platea meneghina dopo essersi misurata, la scorsa stagione, con il plaudente pubblico della capitale. È il regista Angelini che racconta come sia nata l'idea di portare in Italia la versione musicale di un lavoro che già in Svezia e in Danimarca stava spopolando. «Fu Gigi Proietti, col quale ho collaborato per la presentazione di "Serata d'onore", "Buonasera" e "Di Nuovo Buonasera che mi chiese di lavorare a questo progetto al quale teneva particolarmente; essendo sua moglie svedese, si era occupata, con l'ausilio della figlia, di tradurre la versione teatral-musicale rendendo così omaggio ad un'eroina che ha tenuto per mano la generazione degli anni Settanta, ma che, anche nel Nuovo Millennio, è capace di accompagnare i ragazzi nel mondo della fantasia». Concepito come un musical per bambini, lo spettacolo in un'ora e 10 minuti, senza intervallo, diverte e ammalia lo sguardo dello spettatore incuriosito dal continuo movimento della casa di Pippi. «Si tratta di una messinscena molto colorata e divertente, dove la casa che continuamente si apre e si chiude cambiando sempre scenario, fa da sfondo alle avventure di una terribile Pippi, accompagnata da un pupazzo nel ruolo della stravagante scimmietta, amabilmente chiamata "Signor Nilsson" e da "Zietto", il cavallo a pallini neri, mosso da due attori». Dopo una serie di audizioni e aver assistito a 300 provini, anche a Milano il ruolo della protagonista sarà di Eleonora Tata, attrice al suo debutto, in grado di portare in scena le sue doti di attrice, ma anche di cantante e di atleta. Mondo senza luogo e senza tempo, l'universo di Pippi porta a Milano l'anima italiana del musical dettata dalla regia: «Oltre ad aver effettuato tagli per rendere più fruibile la messinscena, ho realizzato un grande lavoro sugli attori caratterizzandoli e, seguendo i preziosi consigli di Proietti che mi ha seguito nell'allestimento, ho evitato di fare "bambineggiare" gli interpreti, sfruttando la verve di Gigi e avvicinandoli al suo stile di comicità».