Ragazzina stuprata a Lampedusa Arrestati due quattordicenni

Gli altri cinque responsabili non sono imputabili perché hanno meno di 14 anni

da Lampedusa

Sono scattati i primi provvedimenti restrittivi per due dei sette minorenni che nei giorni scorsi hanno stuprato una bambina di nove anni nel cortile dell’Istituto comprensivo di Lampedusa. Sono stati arrestati i due quattordicenni e portati al carcere minorile Malaspina del capoluogo siciliano. I carabinieri della stazione della più grande delle Pelagie hanno eseguito l'ordine di carcerazione emesso dal Tribunale dei minori di Palermo. Per tutti gli altri componenti del «branco», che non sono imputabili perché hanno meno di 14 anni, la Procura presso il tribunale dei minorenni sta ancora valutando le iniziative da adottare. Quasi certamente però saranno affidati a una casa famiglia o a una comunità protetta, in modo da avviare un progetto di recupero.
Per il momento la bambina è stata sottoposta a diverse visite di controllo. Ha raccontato ai magistrati di essere stata attirata da uno dei ragazzini in una trappola. Lei si è fidata, dato che alcuni di loro sono suoi parenti. Loro l’hanno fermata nel cortile della scuola dopo le prove per una recita scolastica. Dopo averla violentata ripetutamente, i sette hanno anche minacciato di morte la ragazzina nel caso in cui avesse raccontato il fatto ai genitori. Lei ha gridato, ha chiesto aiuto, ma nessuno in quel momento ha visto o sentito nulla.
La dirigente scolastica dell'istituto intanto prende le distanze e spiega: «Fino ad oggi nessun genitore è venuto a denunciare fatti così gravi». «Sono all'oscuro di tutto - aggiunge - anche perché non posso certo sostituirmi ai carabinieri». Dopo avere annunciato una riunione del collegio dei docenti «per acquisire ulteriori informazioni e valutare eventuali iniziative» la preside sottolinea che «ogni attività pomeridiana viene svolta sempre sotto l'attento controllo dei docenti e vigilata dal personale ausiliario». Il sindaco, Bruno Siragusa, è distrutto. «Cose del genere lasciano senza parole - dice - avevo capito che c'era qualcosa nell'aria, ma non mi erano stati raccontati i particolari. Comunque ho già incaricato l'assistente sociale del Comune di occuparsi della famiglia della bimba».