Ragazzina stuprata a Lanciano: su un blog il racconto dell’orrore

«Il fatto più grave di questa settimana risale a ieri. La mia amica è stata molestata dai “pigri“». Hanno 15 ai 17 anni»

Teodora Poeta

da Lanciano (Chieti)

Racconti di «ordinaria violenza» sui blog. Strano, ma vero. Prima ancora che la vicenda della violenza sessuale sulla quattordicenne di Lanciano venisse alla luce, il popolo di Internet ne era già a conoscenza. Su un blog, una delle amiche della ragazza racconta, già sabato sera, tutti i particolari: dal momento in cui l’amica si allontana con il branco, fino all’ultima telefonata, senza risposta, per sapere se sta bene e che fine abbia fatto. Frasi scritte con l’ingenuità di una quattordicenne e la malizia tipica di una piccola donna.
«Il fatto più grave e sconcertante di questa settimana risale a ieri - scrive la ragazza sul blog in stile dark -. La mia amica è stata molestata dai pigri (gli zingari) della mia città. La mia amica è una ragazza seria, è brava a scuola, conosce e frequenta gente seria. Però a me e ad un’altra amica ha raccontato che gli piaceva il pigro! Solo che lei non lo sapeva che lui è un pigro, anche se noi glielo abbiamo detto tantissime volte. Ieri l’ha chiamata. Lui stava con gli amici e le ha detto di andare a fare un giro per conoscersi meglio. Lei gli ha risposto di sì, e noi non abbiamo, quindi, avuto la possibilità di avvisarla di quello a cui sarebbe andata incontro». Secondo quanto scritto dalla ragazza, anche lei ed un’altra amica erano state invitate a quell’appuntamento, «ma noi non abbiamo accettato», dice.
Sul blog (i carabinieri di Lanciano lo hanno sequestrato) vengono raccontati, minuto per minuto, la serata e il giorno seguente. Tra le amiche l’allarme scatta verso le 13.30 di venerdì 21 ottobre, quando una di loro fa uno squillo sul cellulare per sapere «se è tutto a posto». Una risposta, però, arriva solo al secondo tentativo, dopo un preoccupante silenzio. Il branco, infatti, durante lo stupro, le toglie il cellulare prima di rinchiuderla in un box di ferro dell’ippodromo di Lanciano, in pieno centro. «Dall’incubo - prosegue il racconto sul blog - è uscita alle quattro di pomeriggio. L’hanno molestata di brutto, ce l’ha raccontato. È stata obbligata a fare certe cose. Le hanno cacciato i jeans e le hanno fatto un dolore cane, poi l’hanno continuata a stuprare». Il giorno seguente, sempre secondo il racconto riportato in Internet, le amiche sarebbero andate dai carabinieri (in realta si tratta della polizia), per denunciare l’accaduto. «La cosa orrenda è che lo fanno proprio con tutte - confessa l’autrice del racconto -. Martedì, all’assemblea d’istituto, ci stavamo capitando anche io ed una mia amica. Per sbaglio siamo capitate a fumare dentro lo spogliatoio dei ragazzi e c’erano questi insieme a due del quinto. Mentre uno mi prendeva da un braccio, un altro già mi aveva girato di spalle. Io e la mia amica ci siamo difese. Meno male che non siamo due rammollite».
Secondo l’avvocato Marco Di Domenico, legale di uno dei minori arrestati, il racconto on line conferma la tesi dei quattro accusati, secondo i quali non c’è stata alcuna costrizione e la vittima li avrebbe seguiti volontariamente.
Dal mondo dei blog, però, arriva un segnale allarmante. Un segno evidente della solitudine dei giovani che, sempre più frequentemente, si confidano davanti ad un pc, in preda ad uno sfrenato bisogno di parlare. Dai blog arriva anche la dura condanna dei giovani, soprattutto delle ragazze, nei confronti chi commette violenze sessuali. «Dovrebbero evirarli tutti», scrive Laura, una ventottenne di Modena che, in questi giorni, sta seguendo le cronache italiane, piene di episodi di questo tipo. Su Internet non è difficile imbattersi in persone che raccontano di aver assistito a scene violente. «Una volta ho visto un vecchio che cercava di abbordare una bambina. Che schifo. Volevo ucciderlo». In poche, però, ammettono di aver avuto il coraggio di sporgere denuncia.