Ragazzina suicida: Orsini propone maggiore dialogo

«Voler bene ai propri figli ed educare non solo con i discorsi ma anche e soprattutto con l'esempio e il comportamento. Si educa con quello che si è, non con quello che si dice». È la ricetta proposta da Bruno Orsini, psichiatra genovese e relatore alla Camera dei Deputati della Legge nº 180/78 di riforma degli istituti psichiatrici, nei confronti dei genitori di fronte ai problemi adolescenziali dei figli.
Orsini, in passato più volte sottosegretario, è intervenuto sulla vicenda della quindicenne che si è tolta la vita nei giorni scorsi a Genova dopo un diverbio con la madre. La ragazzina, infatti, da un po’ di tempo marinava la scuola e a casa non diceva nulla. La lite è nata quando la madre è venuta a conoscenza di questo comportamento. Ovviamente la donna aveva rimproverato la figlia solo per averle tenuto nascosto le sue assenze da scuola, ma mai più avrebbe immaginato che dramma sarebbe venuto fuori da quel diverbio. La ragazza, infatti, senza pensarci due volte, prima ha scritto un biglietto e poi si è buttata dall’ottavo piano morendo sul colpo.
«È sempre difficile dirlo in termini specifici ignorando le relazioni e le situazioni specifiche della persona - ha commentato Orsini -, ma quello che possiamo dire è che i tentativi di suicidio in età adolescenziale sono frequentissimi, in particolare nelle ragazze, in tutto il mondo anche legati alla conflittualità di questa stagione della vita, ma in genere per fortuna falliscono perchè solo dimostrativi».
«Si tratta di atti impulsivi che tendono a sottrarsi da situazioni ritenute intollerabili e qualche volta, ma non credo sia in questo caso, tendenti a punire coloro che si sono comportati male - ha aggiunto -. Le motivazioni delle alterazioni gravi del comportamento sono sempre molteplici, ideologiche, psicologiche, e tra queste quelle familiari, ambientali e sociali».
E poi, su come i genitori si debbano comportare nei confronti dei figli per aiutarli ad affrontare un periodo difficile quale quello dell'adolescenza, Orsini afferma che «c'è sempre una ricetta: comunicare, parlare, relazionarsi».