Ragazzini annoiati della "Milano bene" arrestati per furto

Gli otto, figli di noti imprenditori e professionisti, sono stati fermati nel parco divertimenti di Gardaland. "Perché
l’abbiamo fatto? Per avere un po’ di adrenalina"

Sorpresi con le mani nel sacco, anzi nello zainetto, per la precisione quello dei coetanei impegnati su montagne russe e tunnel dell’orrore di Gardaland, otto minorenni milanesi hanno passato una notte al fresco. Seguendo per altro l’esempio dei quindici adolescenti sorpresi lo scorso giugno rubacchiare nelle tasche di altri ragazzi. Per carità niente piombi di Venezia, trattandosi di adolescenti sono stati portati in una casa d’accoglienza di Treviso, poi spediti davanti al giudice dei minori di Venezia e quindi rimandati a casa.
Gardaland è una specie di paradiso per ragazzi realizzato, come indica il nome del resto, sul lago di Garda, nei pressi di Peschiera. Aperto nel ’75, si estende su 600mila metri quadrati dove ogni anno si riversano oltre tre milioni di visitatori. Tra loro anche otto ragazzini tra i 16 e i 17 anni, per la precisione tre di Monza e cinque di Milano, che avevano deciso di cercarsi un divertimento supplementare: derubare i loro coetanei. In molte attrazioni infatti è obbligatorio lasciare lo zainetto in appositi scaffali posti all’ingresso. Loro puntavano i coetanei e, appena la macchina partiva, passavano all’azione. Così quando i carabinieri di Peschiera, che li tenevano d’occhio da un po’, hanno deciso di intervenire avevano già messo via un bottino di una ventina di sacche.
Gli arresti sono avvenuti in due puntate: sabato i monzesi, domenica i milanesi, entrambi i gruppi provenivano dalle stesse scuole. "L’avevano fatto alcuni nostri amici e si erano divertiti molto" ha detto uno dei "milanesi". "Volevano una scarica di adrenalina" ha puntualizzato un altro. I militari li hanno infatti classificati come "ragazzi di ottima famiglia". Anzi qualcuno decisamente benestante, figlio di professionisti e imprenditori che avevano allungato ai ragazzi "diarie" da tre/ quattrocento euro per la giornata. Dopo le formalità di rito in caserma, gli otto hanno preso la via di Treviso, dove hanno passato una notte in un casa d’accoglienza. Il giorno dopo a Venezia sono comparsi davanti al giudice del tribunale dei minorenni. Il magistrato ha convalidato l’arresto e ha predisposto il rinvio a giudizio.
I carabinieri nel frattempo avevano avvertito i genitori, molti non hanno neppure fatto il viaggio fino a Peschiera, passati dalla sorpresa per l’arresto del figlio all’indignazione per la rigidità del provvedimento. "Non era il caso di fare un polverone per un zaino, era una ragazzata e come tale andava presa" ha commentato più d’uno. Una ragazzata tuttavia che potrebbe costare molto cara. Giusto un anno fa una quindicina di adolescenti della Milano bene, dieci minorenni, furono sorpresi sempre a Gardaland ad allungare le mani dentro borse e zainetti di altri visitatori. Due di loro vennero arrestati e poi condannati a sette mesi, pur se con tutti i benefici di legge.