Ragazzo accoltellato, l’amico non si pente

Nuovamente operata la vittima, colpita da emorragia

Paola Fucilieri

Non un cenno di pentimento. Non un «mi dispiace», o un «se tornassi indietro non lo rifarei» pronunciato magari a mezza voce. Nulla. Nemmeno un mutismo ostinato che potrebbe far pensare a una sorta di turbato sbigottimento dopo l’accaduto. A quindici anni e accusato per il tentato omicidio di un 17enne che lui stesso ha ammesso il ragazzino se ne sta tranquillo, in apparenza per niente intimorito, tra le mura del centro di prima accoglienza dell’istituto penale minorile Cesare Beccaria di via Spagliardi. E così, incriminato per tentato omicidio e ostentando una freddezza insolita per un 15enne, in apparenza non fa una piega il ragazzino di Boffalora Ticino che giovedì sera, tra gli spettatori di una partita di calcetto, ha accoltellato un conoscente di quasi tre anni più grande di lui (ne compirà 18 tra due mesi) al basso ventre per ribellarsi al suo ordine insistente di andargli «a comprare le noccioline». Ieri ha ricevuto la visita dei suoi famigliari e dell’avvocato di fiducia, ma non ha fatto affermazioni significative. «Come se, anziché nell’anticamera dell’istituto penale minorile si trovasse in un posto qualsiasi» è quanto trapela da via Spagliardi. Dove concludono: «Non ha mai chiesto notizie sulle condizioni del diciassettenne che ha rischiato di mandare all’altro mondo per una sonora stupidaggine... Mah!».
Versioni che combaciano con l’atteggiamento tenuto dal ragazzino nelle ore immediatamente seguenti il ferimento. «Era molto freddo anche subito dopo il fatto, durante l’interrogatorio della notte tra giovedì e venerdì, in caserma» asseriscono i carabinieri della compagnia di Abbiategrasso
Tutto questo mentre i medici dell’ospedale di Magenta - che l’altra notte, dopo l’accoltellamento e a causa di un’improvvisa emorragia interna sopravvenuta a complicare una situazione già non semplice, hanno dovuto ricucire in fretta e furia l’intestino del ragazzo ferito - ancora non se la sentono di sciogliere la sua prognosi. Tutto questo mentre i sommozzatori ieri hanno tentato, finora senza risultato, di ritrovare il coltello a serramanico con la lama lunga 8 centimetri che il 15enne, dopo aver ferito l’altro ragazzo, ha gettato nel Naviglio grande mentre, correndo a casa dopo il fatto, passava sul ponte che attraversa Boffalora. Una zona dove l’acqua corre veloce come quella di un torrente. E la corrente, in un giorno e una notte, chissà dove l’ha trascinato quel coltello.