Ragazzo autistico picchiato in oratorio e ripreso col telefonino

La madre: «Quando sono andata a chiedere spiegazioni, mi hanno minacciata e offesa chiamandomi “sporca negra”. Ho paura, per ora non presenterò denuncia»

da Bergamo

Non è la scuola ma un oratorio il teatro dell'ultimo caso di bullismo giovanile, avvenuto in provincia di Bergamo ai danni di un ragazzino autistico di origine brasiliana.
Al centro parrocchiale Don Bosco di Bariano, piccolo centro nei pressi di Treviglio, un dodicenne disabile è stato insultato, percosso e ferito da un gruppo di coetanei che, durante l’aggressione, lo filmavano con il telefonino come ormai triste consuetudine in casi del genere. Sull'accaduto non è stata presentata denuncia: del resto, i fatti si sono svolti tra giovanissimi e la legge penale prevede i 14 anni come soglia di imputabilità. L'episodio è stato portato alla luce dal Giornale di Treviglio. Anche la madre, intervenuta per proteggere il figlio autistico, ha raccontato di essere stata minacciata e insultata da altri genitori.
Il fatto è avvenuto mercoledì scorso, nel cortile dell'oratorio. «Erano più o meno le 16.30, alcuni amici di mio figlio mi hanno bussato alla porta, erano spaventati, dicevano che era stato picchiato - ha raccontato la madre del bambino, Zuelya Da Silveira Santos, che da tre anni vive con la famiglia in paese -. Mi sono precipitata all'oratorio e ho trovato il bambino circondato da alcune mamme, l'ho portato a casa e lì lui mi ha raccontato che era stato aggredito da un ragazzo grande». Secondo quanto raccontato dal piccolo, il ragazzo più grande lo avrebbe prima insultato dandogli dello «sporco brasiliano», e quando il ragazzino ha reagito lo ha picchiato. Ma i fatti spiacevoli non sono finiti qui. Infatti la madre è tornata all'oratorio per avere spiegazioni e invece di trovare conforto si è vista insultata a sua volta. «I giovani e le madri che si erano radunati lì invece mi dicevano di tornare al mio paese, qualcuno mi ha anche gridato “brutta nera” e qualcun altro scattava foto col telefonino». Seguendo la descrizione fatta dal figlio la donna è riuscita a individuare chi l'aveva picchiato: «Era un ragazzone più alto di me - racconta al Giornale di Treviglio - stava fra gli altri che mi insultavano e io ho avuto paura».
Ora il bimbo non vuole più tornare a scuola mentre Zuelya è avvilita e delusa. «Sono molto religiosa e credo nei valori insegnati da don Bosco - racconta -. Quando sono venuta a vivere a Bariano ero contenta di stabilirmi in un paese piccolo, dove tutti si conoscono, dove i miei figli non avrebbero corso rischi. Quello che è accaduto è grave. Mio figlio è malato e la sua malattia lo rende iperattivo, non sa distinguere tra lo scherzo e la provocazione. È seguito costantemente da un'assistente ma negli ultimi tempi provava ad andare un po' da solo all'oratorio e noi lo sorvegliavamo da lontano. Più volte abbiamo visto che i grandi lo provocano, lo colpiscono con il pallone».
Come se non bastasse, la denuncia pubblica dell'aggressione ha indotto altri ragazzini a raccontare quanto fosse difficile la convivenza all'interno dell'oratorio Don Bosco.
Lunedì scorso, ad esempio, alcune madri preoccupate si sono presentate in Comune segnalando che un ragazzo delle scuole medie, probabilmente di origine marocchina, coinvolto in un litigio nel cortile dell'oratorio, aveva estratto un coltellino minacciando il suo avversario.