Ragazzo di dieci anni assale il bruto che violenta la madre

L’uomo, ecuadoregno, si presenta a casa dell’ex convivente peruviana e la aggredisce. Il figlio afferra un coltello, ma la mamma lo disarma

Quando ha visto che era successo «qualcosa di veramente brutto» il ragazzo, nonostante non abbia più di dieci anni, ha afferrato un coltello e si è scagliato contro il violentatore della madre. È stata tuttavia la stessa donna a mantenere i nervi saldi e impedire che la già drammatica situazione si tramutasse in tragedia. Quindi è riuscita in qualche modo a strappare la lama di mano al figlio e a cacciare di casa il suo assalitore. Che poi è stato per fortuna individuato e arrestato dal personale della sezione «fasce deboli» della squadra mobile.
Tutto succede in pochi minuti domenica pomeriggio all’interno di un piccolo appartamento di Città Studi dove abita una cittadina peruviana di 44 anni. La donna per un periodo ha convissuto con un giovane ecuadoregno, dodici anni meno lei, poi la storia, forse anche per la differenza di età, è finita. Ma all’uomo quella separazione non è andata giù: ancora attratto dalla sudamericana ha continuato per mesi a infastidirla, perseguitarla. Una situazione spiacevole a cui la vittima cercava di far fronte con molto coraggio e sangue freddo. Poi tutto sembrava essersi risolto.
L’ecuadoregno trova un’altra donna e va a vivere con lei. Ma siccome tiene molto anche al «vecchio» rapporto, un bel giorno si presenta in casa dell’ex convivente con la nuova compagna per rassicurarla. Con la sua presenza sembra proprio voglia dire: «Vedi, ora che ho iniziato questo rapporto, non hai più nulla da temere da me».
Così quando l’altro giorno l’uomo suona al citofono, la peruviana apre senza sospettare nulla. Invece l’uomo dimostra subito di essere in uno stato di profonda alterazione. E pretende di avere un rapporto sessuale con lei. La donna ovviamente lo respinge e lui la aggredisce. Ne nasce una breve colluttazione, la vittima tuttavia riesce a divincolarsi e a rifugiarsi in bagno. Ma il bruto non si ferma. Sfonda la porta del bagno, si getta sull’ex convivente e la violenta.
La donna però non ha nessuna intenzione di subire passivamente e, appena «liberata», corre nella camera vicina per afferrare il telefono e chiamare il 113. Agli agenti racconta cosa le è appena successo senza accorgersi che il figlio ha sentito tutto. Il ragazzo non può, comprensibilmente, tollerare l’umiliazione subita dalla madre e si rivolta contro lo stupratore. Afferra un coltello e cerca di scagliarsi contro l’ecuadoregno. Per fortuna alla donna rimane il sangue freddo necessario a impedire che la situazione degeneri ulteriormente. Riesce a disarmare il figlio e a permettere così al suo stupratore di allontanarsi senza ulteriori drammi.
Dopo pochi minuti sul posto arriva una volante della polizia a cui la peruviana ripete per filo e per segno il racconto fatto al telefono. Fornendo anche tutte le indicazioni per rintracciare il bruto. Che di fatto, verrà scovato presso una cooperativa dove lavora saltuariamente. L’uomo viene interrogato dagli investigatori che alla fine, non convinti dalle sue spiegazioni, lo ammanettano e lo portano a San Vittore.