Ragazzo islandese telefona a Bush: arrivano i poliziotti

Washington. Ha raccontato di aver saputo il numero di telefono da anni, perché a scuola lo avevano tutti. Ma quando Vifill Atlason, 16 anni, ha deciso dall’Islanda, dove è nato e vive, di comporre il numero, per «fare una chiacchierata con il presidente americano George W. Bush», è finito nei guai: l’utenza è tra quelle riservate. Atlason ha telefonato direttamente al centralino dell’ufficio presidenziale e ha finto di essere Olafur Ragnar Grimsson, il presidente islandese. Secondo quanto il ragazzo ha raccontato alla tv AbcNews, la sua chiamata è stata trasferita più volte e a ogni passaggio gli sono state chieste informazioni su Grimsson (data e luogo di nascita, quando ha assunto la carica) per verificare la sua identità. Alla fine gli hanno detto che Bush lo avrebbe richiamato. Ma poco dopo, alla porta di casa degli Atlason, ad Akranes, un villaggio di pescatori a 48 km da Reykjavik, è arrivata la polizia islandese, allertata dalle autorità americane.