Ragazzo ucciso, il fratello: "Ergastolo per i due killer" Il pm: "No odio razziale"

Il pm Roberta Brera non contesta l'odio razziale come aggravante a Fausto e Daniele Cristofoli. I baristi, padre e figlio, che ieri <strong><a href="/a.pic1?ID=290603" target="_blank">hanno ucciso a sprangate</a></strong> il 19enne Abdoul Guibre, italiano originario del Burkina Faso. I due fermati da San Vittore: &quot;Non siamo razzisti. La rabbia del fratello

Milano - La rabbia per aver subito un furto. Ma non l'odio razziale. Roberta Brera, il pm della procura di Milano, non contesta l'aggravante dell'odio razziale ai responsabili dell’omicidio di Abdul William Guibre, 19 anni, originario del Burkina Faso, cittadino italiano residente a Cernusco sul Naviglio. Per Fausto e Daniele Cristofoli, baristi, padre e figlio, l’accusa è di omicidio volontario. I due indagati non saranno sentiti dal gip per la convalida del fermo prima della giornata di domani.

La Mobile conferma È stata la percezione che i due baristi avessero subito un furto il movente dell’omicidio di Guibre, ucciso a sprangate all’alba di ieri. Lo ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Milano, Francesco Messina. Tra i due baristi e i tre ragazzi di colore, tra cui Abdoul, c’è stato uno scambio di insulti, ma questi non sono la ragione dell’omicidio. "Il dato è che un ragazzo è morto per un pacco di biscotti - ha detto il funzionario di polizia - è ci sono due persone che hanno commesso un omicidio che pagheranno". Fausto e Daniele Cristofoli, 51 e 31 anni, padre e figlio, erano convinti che i tre ragazzi, che hanno visto uscire, ma non entrare dal loro bar, avessero rubato all’interno dell’esercizio, in particolare un pacchetto di biscotti, che, però, non è mai stato trovato.

I fermati: "Non siamo razzisti" "Non siamo razzisti". Lo dicono dal carcere di San Vittore Fausto e Daniele Cristofoli. Gli avvocati Elisabetta Radici e Marco Bolchini, spiegano che i loro assistiti "sono sconvolti per l’accaduto, il giovane piange e si dispera. Si è trattato della reazione originata dal timore che fosse stato portato via l’incasso della notte che era stato poggiato sul bancone". Sempre secondo gli avvocati "se c’è stato uno scontro fisico, una rissa, i fatti possono essere ridimensionati e per questa ragione aspettiamo gli accertamenti tecnici a cominciare dall’autopsia". Secondo i legali "si è trattato di un episodio sciagurato, ma molto pompato in modo ingiusto dai mezzi di informazione". I due fermati stando alla ricostruzione degli avvocati quando sono stati raggiunti dalla polizia stavano per costituirsi. "Avevano appena fatto la doccia e sarebbero andati loro dalla polizia, non avevano nessuna intenzione di fuggire". I due baristi hanno entrambi precedenti penali "ma che risalgono ormai a dieci anni fa". Per quanto riguarda l’arma del delitto, sempre secondo gli avvocati, sarebbe costituita da un bastone di ferro che serviva per chiudere la ribalta del bar-camion. Il giovane originario del Burkina Faso sarebbe stato raggiunto da un solo colpo di bastone.

La rabbia del fratello "È tremendo morire per razzismo. La morte è di tutti, tocca a tutti, ma morire per motivi di razzismo fa molto più male". A dirlo è Ahmed Guibre, 21 anni, fratello del giovane ucciso a sprangate. Amhed si augura che i responsabili dell’omicidio "rimangano in carcere a vita". Il fratello di Abdoul è tornato questa mattina dal Burkina Faso, dove ha passato le vacanze: "Era il fratello a cui ero più legato - dice -, ancora non riesco a crederci. Non l’ho ancora visto e faccio fatica ad accettarlo". Per lui, Abdoul era "un bravo ragazzo, con moltissimi amici sia bianchi che africani. Non era certo un ladro - prosegue Ahmed - ma se anche avesse rubato è impossibile accettare che la risposta sia quella che è stata. L’unica risposta, ora, è nella legge. Mi auguro che quei due abbiano l’unica cosa che meritano: rimanere in carcere per sempre". Ahmed è in Italia da quattro anni, in Burkina Faso ha studiato e ora, in Italia, fa l’operaio metalmeccanico.

Biglietti e fiori Tra ieri e oggi, mazzi di fiori e biglietti sono stati collocati in via Zuretti, dove ieri mattina è stato ucciso Guibre. "Stanotte qui hanno ammazzato a sprangate un ragazzo disarmato, perché era uno sporco negro": così recita uno dei biglietti che sono stati attaccati a un palo proprio davanti al luogo della tragedia e che fa riferimento alle frasi razziste che sarebbero state pronunciate dai due titolari del bar. Attaccato a un grande mazzo di girasoli, alcuni amici del giovane, che abitava a Cernusco sul Naviglio, hanno attaccato un biglietto con su scritto "Abba sarai per sempre nei nostri cuori. Ci mancherai, i tuoi amici del muretto". Su un altro cartello viene riportato l’articolo 3 della Costituzione che parla di uguaglianza "senza distinzione di sesso, di razza e di lingua". A fianco di un altro mazzo di fiori una scritta recita "A volte l’unico modo per riuscire a respingere il buio è far brillare la luce dell’umana pietà. Addio giovane ragazzo, vittima dell’incomprensione e dell’ignoranza".