Raggetti: «Al Cocer serve solo la riforma»

«Vogliamo certamente la riforma dell’organismo, ma assolutamente non la sindacalizzazione». Il generale Nicola Raggetti, presidente del Cocer dei carabinieri, è categorico nel chiarire la posizione dell’organismo di rappresentanza dell’Arma. «Le dichiarazioni di qualche singolo delegato - precisa - rischiano di essere strumentalizzate, per cui è meglio mettere in chiaro una cosa: condividiamo appieno quanto affermato dal comandante generale dell’Arma in commissione Difesa del Senato, e cioè che la gran massa dei carabinieri vuole una riforma dell’organismo di rappresentanza, non la sindacalizzazione». Battezzato nel 1978, il Cocer ha ormai quasi 30 anni di vita. «È un organismo - insiste il generale Raggetti - che resta comunque valido nel suo impianto, ma certo dopo tanto tempo ha bisogno di vedere ampliate le proprie competenze. Soprattutto, vorremmo una piena potestà contrattuale, non la semplice contrattazione per cui della nostra posizione si può tenere conto o meno. Chiediamo solo gli stessi diritti delle altre forze di polizia. Cosa diversa dalla sindacalizzazione: siamo nati con le stellette e così vogliamo restare».
Insomma, ben venga la possibilità di essere protagonisti al tavolo per discutere, approvare e sottoscrivere il contratto di lavoro nazionale e per partecipare alla fase della contrattazione decentrata, ma «nessuno immagina i carabinieri che organizzano scioperi o altro», chiosa ancora il presidente del Cocer dell’Arma. «Certo - conclude - prevediamo che la riforma ci riconosca strumenti a cui ricorrere in caso di disaccordo. Ma quello che proponiamo è semplicemente un organismo di arbitrato».