Raggiunto un solo obiettivo: quello di spartirsi le poltrone

Quanto sembrano lontani i giorni della campagna elettorale, quando Prodi e compagni sostenevano che il loro governo sarebbe stato serio, coerente e rappresentativo di tutti gli italiani. Ma questo governo non ha tardato a dimostrare la «veridicità» di queste parole. Un chiaro esempio di serietà è stato il continuo balletto di dichiarazioni sulla Legge finanziaria: la mattina spuntava una nuova tassa, subito levata il pomeriggio, per metterne due la sera (basti pensare quante volte hanno cambiato idea sul bollo auto). Risultato finale: 67 nuove tasse! E se qualcuno si lamenta, Prodi ci offre una chiara spiegazione: «Gli italiani sono tutti pazzi» (tranne le menti eccelse che hanno concepito questa Legge finanziaria s’intende); pochi giorni dopo lo stesso Prodi precisa: «Rifarei la Finanziaria uguale ma diversa», tanto per darci una spiegazione esauriente. Ma il clou è arrivato in questi giorni quando nel maxi-decreto sulla Finanziaria è spuntato un emendamento che dimezza i tempi di prescrizione per i reati contabili e per gli amministratori statali: accortasi dello sbaglio, la maggioranza ha subito dichiarato che farà un decreto a gennaio per cancellare quanto votato a dicembre, geniale! Per il resto un bel indulto (tanto per garantire la certezza della pena), una proposta di legge sui Pacs, il ritiro delle truppe dall’Irak per mandarle in Libano. In definitiva, se non c’è un vero progetto per modernizzare il Paese, se non ci sono proposte per lo sviluppo e a sostegno dei giovani, poco importa: l’obiettivo più importante, la piena spartizione delle poltrone, è stato raggiunto con pieno successo!