La Ragioneria contro l’Asp: «Drastico taglio alle spese»

Moderarsi, fare economie? Non se ne parla proprio. È la presa di posizione dell’Agenzia di Sanità pubblica dinanzi all’invito a risparmiare pronunciato dalla Ragioneria generale dello Stato che ha specificato in seguito a una puntuale verifica contabile «la necessità di ridurre drasticamente le spese non necessarie». Macché. In tutta risposta l’Asp ha ratificato la nomina di sette dirigenti apicali senza battere ciglio. Solo i consiglieri di minoranza, l’avvocato Nicola Ottaviani e il senatore Domenico Gramazio hanno votato contro queste nomine. «Soltanto ora ho appreso dei rilevi mossi dalla Ragioneria dello Stato - ha riferito il consigliere di amministrazione, Ottaviani - e della predisposizione di una nota di replica tutta da valutare e comprendere analiticamente». Mentre per Gramazio «non sono chiari i ruoli e le competenze né i fascicoli completi dei dirigenti nominati per le aree di attività di Lazio Sanità». E non manca neppure una voce fuori campo. «L’Asp va chiusa e al suo posta va istituito un osservatorio che rilevi le necessità di salute di cittadini e realtà locali - chiosa il segretario regionale della Uil Sandro Biserna-. Ci aspettiamo adesso che la neonata Commissione ispettiva faccia pure lei chiarezza sulla condotta gestionale dell’Agenzia e metta a nudo consulenze e collaborazioni improprie». Accuse che Lazio Sanità rispedisce al mittente con una serie di deduzioni e controdeduzioni puntuali per demolire l’intera relazione della Ragioneria.
Resta comunque il fatto che risultano incongruenze tra l’operatività e i costi impegnati per conseguirla. Tra entrate extra-budget, perdite di esercizio, costi (17,2 milioni) pressoché uguali al valore della produzione (16,5) troppe cose non quadrano: il saldo negativo dell’ultimo anno conteggiato (il 2006) è di 486mila euro mentre, il disavanzo d’esercizio, ancora negativo, ammonta a 1.334.264 euro. Quanto all’operazione di ripiano deficitario? «Nell’analisi del bilancio - si legge nella verifica della Ragioneria - non c’è una relazione del direttore generale Clini concernente la modalità di copertura delle perdite e il riequilibrio economico». Oltretutto quando si passa allo stato finanziario per il 2007 la situazione peggiora. Tanto che per fare fronte a un evidente indebitamento la Regione avrebbe consentito un’operazione di finanziamento a breve termine. Andando a scartabellare il conto economico in questione viene fuori un saldo negativo di complessivi 5.983.829,88 euro, con un saldo di interessi passivi di altri 111mila. Nuovi debiti malgrado l’Asp usufruisca pure di extra per i vari piani di lavoro affrontati: 2 milioni per le esigenze dettate dal progetto del Piano di rientro, altri 376mila euro per il Progetto Mattone «Pronto soccorso e sistema 118», 560mila per il «Modello di stima per l’Alzheimer». Risorse finanziarie insufficienti a causa della proliferazione dei costi del personale ma pure per tutte le spese straordinarie. Quelle telefoniche ad esempio: nel 2006 per tre contratti sono stati spesi 90.465,40 euro. Bollette più economiche per altri 37 cellulari di personale dirigente e non. Quanto al noleggio delle auto nel 2006, oltre a quella in dotazione della direzione, sono stati spesi 16.531 euro per un’Alfa Romeo 156. Ma nel 2007 il costo è salito a 22.406 euro. E in questo bailamme di cifre pagate profumatamente con fondi pubblici non potevano mancare le consulenze conferite a esperti e collaboratori. Nel 2006 hanno toccato il tetto di 340 mila euro e per il 2007 non c’è ancora una cifra definita in quanto «le consulenze tecniche non sono apparse nelle rilevazione». Tutte tranne quella del dottor Tom Jefferson: l’Agenzia della sanità pubblica gli ha corrisposto 24mila euro per 5 giorni al mese di lavoro (60 l’anno). «Compenso - è scritto - esente da Iva per l’extraterritorialità della prestazione». Sì, in questo caso l’Asp ha risparmiato sull'imposta.