Le ragioni dell’istinto

Il 7 maggio, a Teramo, col batticuore? Con qualche vocina velenosa che, sorridendo, invoca Preziosi perché «compri» la partita? No, grazie. D’accordo, non c’è la controprova che con Giovanni Vavassori non si potesse arrivare all’ultima di campionato con sette punti di vantaggio sulla seconda. D’accordo, non c’è la controprova che con Attilio Perotti ciò accada. Ma occorre anche essere d’accordo sul fatto che l’unica cosa provata, nella storia recentissima del Genoa, è che se giusto dodici mesi fa Enrico Preziosi avesse seguito l’istinto, attirandosi gli strali di stampa, benpensanti e almeno dell’85 per cento dei tifosi, oggi il Grifo si troverebbe (...)
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