Rai, accordo tra Pdl e Pd: Garimberti presidente, Masi direttore generale

Proposto da Franceschini, accettato da Berlusconi: l'editorialista di <em>Repubblica</em> ed ex direttore del <em>Tg2</em> verso la poltrona di presidente di viale Mazzini. Fini: &quot;Ottima notizia&quot;. <a href="/a.pic1?ID=338501" target="_blank"><strong>Dalla carta stampata alla tv
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Roma - L'accordo è fatto. Paolo Garimberti, editorialista del quotidiano La Repubblica ed ex direttore del Tg2, sarà il nuovo presidente della Rai. Sul suo nome, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato raggiunto l’accordo tra maggioranza e opposizione. Il nome di Garimberti sarebbe stato proposto da Dario Franceschini e avrebbe trovato il consenso di Silvio Berlusconi. L’accordo sarebbe praticamente chiuso. Da ambienti del Pd e del Pdl si apprende che c’è l’accordo anche sul nome del direttore generale. Il nuovo dg è Mauro Masi.

L'intesa Ad avanzare il nome dell’editorialista di Repubblica, a quanto si apprende da fonti parlamentari, è stato il segretario del Pd Franceschini che da settimane era impegnato nei contatti con il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, per cercare un’intesa bipartisan per la presidenza di viale Mazzini. Candidatura sulla quale è arrivato oggi il via libera da Palazzo Chigi. Ora toccherà al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, avanzare all’assemblea degli azionisti Rai, convocata per mercoledì prossimo, per poi arrivare al voto in commissione di Vigilanza.

Fini: "Ottima notizia" "Mi auguro che non sia un’ipotesi, ma che sia appunto una notizia, poichè sarebbe una bella notizia". Il presidente della Camera Gianfranco Fini commenta in "tempo reale" al Tg1 l’ipotesi che va sempre più concretizzandosi di affidare la presidenza della Rai a Paolo Garimberti. "La Rai - ha aggiunto Fini - ha bisogno di un presidente e la personalità prescelta credo che dia tutte le garanzie di professionalità e di equilibrio".

Il Pd: accordo solo sul presidente "La ricerca di un accordo tra maggioranza e opposizione ha riguardato esclusivamente il presidente della Rai, come prevede la legge Gasparri, che impone la maggioranza dei due terzi in commissione di Vigilanza per l'elezione a questa carica". E' quanto scritto in una nota diffusa dal Partito democratico. Il nome del direttore generale non è mai stato discusso tra governo e Partito Democratico: la sua nomina infatti riguarda l'azionista (ministero del Tesoro) e Cda dell'azienda, quando esso si riunirà, e non prevede il coinvolgimento dell'opposizione, che non c'é stato.