Rai, Agcom apre l'istruttoria su Fazio e Santoro

L’Authority delle
comunicazioni ha deciso di aprire
un’istruttoria nei confronti della Rai per la trasmissione di <em>AnnoZero</em> del primo maggio e per la puntata di<em> Che tempo che fa</em> del 10 maggio

Roma - L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso oggi, a maggioranza, di aprire un’istruttoria nei confronti della Rai per le trasmissioni AnnoZero del 1 maggio e Che tempo che fa del 10 maggio, contestando alla Concessionaria pubblica la presunta violazione dell’articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell’articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione.

Il procedimento contro Santoro Alla Rai si contesta la presunta violazione - dice un comunicato - dell’articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell’articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La puntata di AnnoZero è riferita al secondo V-Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto dal comico genovese in piazza a Torino. Nel mirino diverse dichiarazioni che toccavano il capo dello Stato e l’oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale dell'ex assessore milanese alla Cultura, Vittorio Sgarbi, presente in studio, che a sua volta lanciò pesanti accuse nei confronti di Marco Travaglio, anch’egli presente in studio.

Le accuse a Travaglio Travaglio è invece finito nel vortice per l'intervista rilasciata a Fabio Fazio nella puntata di Che tempo che fa in occasione della quale il giornalista ha fatto dichiarazioni che toccavano il tema mafia e che hanno chiamato in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani, innescando forti polemiche sul fronte politico. Tanto da vedere l’intervento immediato della direzione generale Rai, con un messaggio di scuse a Schifani letto in diretta tv dallo stesso Fazio (a sua volta scusatosi per l’accaduto) nella puntata di domenica. Nella vicenda di Che tempo che fa il direttore generale Rai, Claudio Cappon, oltre alla dissociazione a nome dell’azienda ha sottolineato come fosse da stigmatizzare in particolare "un comportamento - inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico - che mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contradditorio".

La mossa dell'Agcom Ora arrivano i procedimenti dell’Agcom, che in in qualche modo erano annunciati nei giorni scorsi, procedimenti decisi a maggioranza e che - sottolinea l’Authority presieduta da Corrado Calabrò - "si svolgeranno nel rispetto delle garanzie procedurali previsti dalla legge e dai regolamenti" dell’Autorità stessa.