Rai, altolà della Cdl: "Stop alle nomine o salta il dialogo sulle riforme"

Grido d'allarme del centrodestra dopo la nomina di Fabiani nel Cda di Viale Mazzini: &quot;Diffidiamo la maggioranza dal cambiare i vertici dell'azienda e delle testate prima dell'8 novembre, quando il Tar si pronuncerà su Petroni&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=205411">Intanto Napolitano si chiama fuori dalla polemica</a></strong>

Roma - «Noi diciamo al centrosinistra: 'fermati, serve un riequilibrio' dopo il vulnus creato con la nomina di Fabiani oppure non ci sediamo attorno a nessun tavolo». Paolo Bonaiuti, Andrea Ronchi, Francesco Pionati e Roberto Maroni convocano una conferenza stampa per lanciare «il grido d’allarme della Cdl. Diffidiamo politicamente il centrosinistra - è il ragionamento emerso - ad operare scelte di cambio dei vertici dell’azienda e delle testate prima dell’8 novembre, giorno in cui il Tar si pronuncerà sul ricorso del consigliere Petroni. Sarà compito poi della maggioranza riparare a questa situazione di emergenza democratica».

Mentre Roberto Maroni sottolinea che il Capo dello Stato usa «due pesi e due misure» in quanto ha «un diverso atteggiamento di fronte alle azioni del governo e a quelle dell’opposizione», il portavoce di An Andrea Ronchi osserva che il Quirinale «deve restare fuori» dalla partita. Tutti d’accordo però sul dire no allo sciopero del canone e ad alzare «il ponte levatoio» del dialogo con il centrosinistra «se non arriverà un segnale». Quindi al momento nessun confronto neanche sulla legge elettorale: «Non siamo tassativi - osserva Pionati - nel chiudere oggi, non ci sentiamo di escludere ora il dialogo sulla legge elettorale, ma è chiaro che se la situazione resterà invariata allora sarà impossibile» aprire qualsiasi canale di comunicazione.