Rai, è ancora scontro Pd-Pdl su Petruccioli

Dopo il "gran rifiuto" di De Bortoli nuovo incontro tra Franceschini e Letta per il nuovo presidente di Viale Mazzini. Ma il segretario del Pd non molla su Petruccioli. Interviene Berlusconi: "Ora serve un cambiamento". Assemblea dei soci rinviata al 18 marzo

Roma - Sembrava fatta. I soliti insider bene informati davano per ultimato l'accordo tra Franceschini e Letta sul nuovo presidente della Rai. Con un Pd disposto a rinunciare a Petruccioli (il numero uno uscente di viale Mazzini sgradito alla maggioranza) per indicare quattro o cinque personalità tra cui scegliere. Invece ecco un altro stop. Il segretario del Pd "non sta lavorando a nessuna rosa di nomi per la presidenza della Rai" fanno sapere fonti vicine al leader. E dunque non ci si muove da Petruccioli. A causa di queste incomprensioni l'assemblea dei soci, inizialmente prevista per oggi pomeriggio, è stata rinviata a mercoledì prossimo, 18 marzo.

Berlusconi: "Bisogna cambiare" "Abbiamo stima nei confronti di Claudio Petruccioli , ma anche in coerenza con quanto affermato dal leader del Pd, serve un rinnovamento nella Rai": così Silvio Berlusconi a proposito della nuova presidenza della Rai, ha risposto ai giornalisti appena giunto all’assemblea dei parlamentari del Pdl.

Petruccioli replica Al premier risponde a stretto giro il presidente uscente di Viale Mazzini: "E perché, lui rappresenta il cambiamento?" osserva sarcastico Petruccioli, comunque "grato per la stima". I cronisti gli chiedono come viva questo momento: "Come vuole che viva, speriamo bene. Tra otto giorni giorni ce la nuova assemblea, vedremo...". E se gli si chiede se abbia condiviso la gestione politica della partita della presidenza Rai, ma Petruccioli glissa: "Chi sono io per giudicare?". A chi gli fa notare che è un politico navigato, replica: "Essendo un politico esperto so quando parlare e quando stare zitto. Ragazzi oggi non beccate nulla".

Nuovo incontro Un nuovo incontro per tentare di sbloccare lo stallo sulla presidenza Rai e andare nel pomeriggio, quando si riunirà l’assemblea degli azionisti, con una soluzione condivisa. Questo il senso del nuovo faccia a faccia tra Letta e Franceschini. Ufficialmente la linea del Pd, a ora, è quella di tenere fermo il punto sulla proposta della riconferma del presidente uscente Petruccioli ma, a quanto si apprende, Franceschini - come convenuto oggi con Letta - starebbe lavorando per un percorso che porti alla individuazione di un nome alternativo che trovi l’accordo dei due terzi necessario per la nuova nomina alla presidenza della Rai. Non proprio una rosa di nomi ma più un’indicazione di personalità alternative. Tra queste, oltre ovviamente a Petruccioli, ci sarebbe anche Casavola, ma al Pd si ragiona anche sul nome di Sorgi, così come non sarebbe escluso quello di Celli.

Il Pdl: ci diano una lista di nomi Al Teatro Capranica si riuniscono i gruppi parlamentari del Pdl per un incontro in vista del congresso fondativo del nuovo soggetto politico e, prima dell’inizio degli interventi è l’occasione per una battuta sulla vicenda Rai. Il presidente dei deputati Fabrizio Cicchitto chiede "una rosa di nomi". "Ci aspettiamo una rosa di nomi per chiudere il più rapidamente possibile la vicenda". Un nome, sottolinea, che sia espressione dell’opposizione ma che sia gradito alla maggioranza. In sintonia il presidente dei senatori Maurizio Gasparri il quale auspica che "la partita si chiuda presto" ricordando inoltre che "la norma dei due terzi per l’elezione del presidente fu concepita a garanzia delle minoranze". Infine, anche il vicepresidente dei deputati Pdl Italo Bocchino ribadisce quella che è l’aspettativa del centrodestra: "Ora - dice - ci attendiamo un nome all’interno di una rosa di nomi presentata dalle opposizioni".

La Russa: non vedo veti "Io non sto seguendo da vicino la vicenda Rai, ma non mi risultano dei veti". Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An, non vuole entrare nelle polemiche di queste ore sul nodo della presidenza Rai ma assicura che non esistono veti sulla conferma di Claudio Petruccioli da parte della maggioranza di governo. "Si sta cercando un’intesa - dice La Russa - e quando si cerca un’intesa c’è sempre uno scambio di volontà. Ripeto, non mi risultano dei veti".

Il Pd protesta "Siamo letteralmente indignati". Andrea Orlando, portavoce del Pd, parla così dell’atteggiamento assunto dal centrodestra sul nome di Petruccioli. "Sulla base della legge abbiamo fatto una proposta autorevole e forte - spiega Orlando - e il governo ci ha detto di no senza nessuna motivazione. Siamo sconcertati da questo atteggiamento del governo" insiste il portavoce del Pd che invita a "rispettare le regole, basta con il gioco al massacro".

L'Udc con Petruccioli Il governo ci ripensi sul no a Petruccioli perché il rifiuto "è immotivato, è una pretesa arrogante". È l’auspicio di Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc. "Mi auguro che il governo rifletta sul fatto che il rifiuto del consenso a Petruccioli è immotivato e si possa varare al più presto questa soluzione. Altrimenti si dovrà procedere con subordinate, ma non c’è dubbio che è incomprensibile che la scelta di Petruccioli sia osteggiata dal governo: ha presieduto con profitto la Rai e molti del centrodestra hanno espresso stima nei suoi confronti. Non so in base a che logica si possa dire no a Petruccioli: è una pretesa arrogante".

E spunta Mentana "Enrico Mentana presidente della Rai? Perchè no". La proposta arriva dal senatore Riccardo Villari, uno che di poltrone e Rai se ne intende. "Alcuni giornalisti tramite sms lanciano l’idea di candidare a presidente della Rai Enrico Mentana. Mi sembra una proposta molto interessante, che meriterebbe il Paese, ma anche l’azienda più amata dagli italiani. Stiamo parlando di una persona che come pochi conosce la tv e con doti giornalistiche e televisive innegabili. E mi auguro che chiunque non sia d’accordo, in maniera trasparente ne dia le motivazioni".

L'Idv protesta "Il centrodestra ha già tutte le nomine pronte, si sta preparando alla più grande abbuffata nella storia della Rai" protesta Massimo Donadi, presidente dei deputati dell’Italia dei Valori, in merito alla nomina del nuovo presidente della Rai e dell’ottavo componente del Cda. Donadi attacca anche Pd e Udc: "Ci dispiace - afferma - che le altre opposizioni invece di accostarsi alla nostra denuncia, stiano a raccogliere le briciole del banchetto. Si sta realizzando - conclude - una spartizione che non ha precedenti, un banchetto infame ai danni delle professionalità dei bravi giornalisti della Rai e dei cittadini ascoltatori. Non vi abbiamo mai partecipato, lo denunciamo e riteniamo che sia un errore anche delle altre opposizioni prendervi parte".