Rai, Annozero censura gli studenti di destra Pdl: sciopero del canone

Ieri sera, durante il collegamento con la trasmissione, è stato allontanato dalla piazza di
Bologna un rappresentante del Consiglio nazionale studentesco. Gasparri: "La Rai intervenga"

Roma - Nella serata in cui Annozero tocca il record d’ascolti raggiungendo 5 milioni 169 mila spettatori, il centrodestra accusa apertamente Michele Santoro parlando di "logica stalinista" nella conduzione del programma. A dimostrazione di quale sia il clima di "intolleranza della sinistra", ieri sera durante il collegamento con la trasmissione, è stato allontanato dalla piazza di Bologna Mattia Kolletzek, studente di destra e rappresentante eletto nel Consiglio nazionale degli studenti. Immediata la reazione del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "A questo punto non pagare il canone è un dovere democratico". Intanto il Pdl accusa Santoro di aver usato la trasmissione come "passerella" per il leader democratico, Walter Veltroni, e chiede l'intervento dell'azienda.

L'allontanamento degli studenti di destra Durante la trasmissione Annozero, in occasione del collegamento in diretta da Bologna uno studente di destra, esponente del Consiglio Nazionale Studentesco, è stato cacciato dalla piazza e gli è stato impedito di esporre le proprie idee nel corso della trasmissione televisiva. "I rappresentanti di Annozero - ha spiegato il presidente nazionale di Azione Universitaria, Giovanni Donzelli - hanno acconsentito a questo allontanamento che di fatto ha comportato un’inaccettabile censura".Per questo una delegazione dei giovani di An ha voluto incontrare il presidente Maurizio Gasparri che ieri sera ha informato dell’accaduto il presidente della Rai, Petruccioli, anche per illustrargli l'iniziativa tesa a non pagare più il canone della Rai che impedisce la libertà e la democrazia.

La campagna contro la Rai Azione Universitaria avvierà, quindi, una campagna contro la "Rai delle guardie rosse che ha avuto un comportamento inaccettabile e che dovrà essere immediatamente stroncata dai vertici dell’azienda". Gasparri ha concordato "pienamente" con l’iniziativa. "Il canone - ha spiegato Gasparri - non può essere versato a una radiotelevisione pubblica che impedisce ai ragazzi di destra di parlare. La negazione della democrazia e della libertà del pluralismo deve essere sanzionata". Non solo. Gasparri ha fatto sapere che "non pagare il canone è un dovere democratico". "Mi rendo conto dell’importanza delle mie affermazioni, ma quanto è avvenuto non può rimanere senza sanzioni - ha poi concluso l'esponente di An - a meno che il presidente della Rai, oggi stesso, non consenta al ragazzo che è stato allontanato dalla piazza di poter parlare in un analogo spazio, alla stessa ora, sulla stessa rete, con una decisione che cancelli la vergognosa condotta stalinista della Rai di Santoro".

Il Pd al contrattacco Immediata la reazione dei democratici che puntano il dito contro la posizione di Gasparri. "Dopo 5 mesi di ostruzionismo in Commissione di Vigilanza per impedire l’elezione del presidente in virtù della lista di proscrizione stilata con Cicchitto, ora Gasparri si fa paladino dello 'sciopero del canone' perché il servizio pubblico sarebbe nuovamente piegato al servizio delle guardie rosse", replica Giorgio Merlo, membro Pd della Commissione Vigilanza Rai, ipotizzando che o Gasparri sta "lavorando per la soluzione finale della Rai, e cioè per la sua liquidazione definitiva", oppure si tratta di "azioni eversive che rischiano di minare alla radice il nostro assetto democratico".

Una passerella per Veltroni Oltre alle accuse di censura, il centrodestra parla di "passerella" per Veltroni e invoca un intervento dei vertici Rai per porre "fine all’occupazione veltroniana dei programmi del servizio pubblico". "Santoro - afferma Giorgio Lainati, membro del Pdl in commissione di Vigilanza Rai - dopo aver dato l'anno scorso un significativo contributo alla spallata contro il governo Prodi, grazie al massacro mediatico del ministro Mastella, adesso è tornato ad allinearsi ai desiderata del suo partito". Naturalmente il servizio pubblico radiotelevisivo si è subito mobilitato per sostenere Veltroni. In campo sono scesi tutti i conduttori militanti della sinistra. Per questo, il Pdl si aspetta da Petruccioli e da Cappon "un segnale di vita che ponga fine all'occupazione veltroniana dei programmi del servizio pubblico" e "restituisca alla Rai un minimo di pluralismo e di contraddittorio". Per Antonio Leone, vicepresidente della Camera, "l’ottobre mediatico di Veltroni ha raggiunto ieri sera il suo apice nel corso di Annozero". Leone attacca "la regia di un Santoro che evidentemente voleva accreditarsi come possibile anchorman della kermesse veltroniana di domani". Critiche a Santoro arrivano infine anche dal deputato del Pdl Piero Testoni: "Il saltimbanco della tv pubblica, onorevole Walter Veltroni, ieri ha dato il peggio di sé di fronte alle telecamere di un Santoro in piena forma. E Santoro in piena forma, si sa, è in versione sdraiata quando di fronte a lui si esibisce un leader della sinistra anche se, come per l'ex sindaco di Roma, si tratta di un leader in prova. Anzi in provetta. Frutto dell'esperimento delle primarie che ha dato l'esito di indebolire la sinistra riformista a favore del populismo di Di Pietro. Complimenti ai saltimbanchi di regime con la complicità della tv pubblica".

Curzi in difesa di Santoro "Santoro può essere più o meno antipatico, ma qualcuno può forse contestare l’impegno sociale del suo lavoro e il suo buon esito? Ne avessimo di molti altri in Rai. Ce ne fossero dieci, cento trasmissioni come Annozero, variamente orientate ma professionali ed efficaci, nell’etere", ha affermato Sandro Curzi, consigliere Rai, vedendo che "ancora una volta una trasmissione televisiva libera, impegnata e intelligente come quella dedicata ieri alla scuola, viene messa al centro di polemiche di parte e strumentali". Proprio per questo il consigliere Rai ci tiene a far notare che la trasmissione ha fatto addirittura il 20,4% di share risultando la più vista in assoluto su tutte le reti nazionali, ad eccezione della sola, popolare fiction di Raiuno con la Pivetti (un punto e mezzo in più). "Questa semplice rilevazione dovrebbe indurre tutti quanti - ha concluso Curzi - a considerazioni e decisioni più attente alla qualità e alla tipologia delle effettive attese dei telespettatori e dei cittadini. E a incoraggiare la Tv coraggiosa".