La Rai chiede di bloccare l’asta del calcio

Gianpaolo Palazzo

La scadenza è arrivata. Il «mezzogiorno di fuoco» per i diritti radiotelevisivi sul calcio italiano si consumerà oggi in Lega a Milano. Alle 12.15 il presidente di Lega, Adriano Galliani, alla presenza del notaio, aprirà le buste.
Cinque i «prodotti» all’asta: diritti tv in chiaro per le azioni salienti di A e B (triennali) e coppa Italia (annuali) e diritti radiofonici di tutte le competizioni. La Rai, da anni titolare dei diritti radiotelevisivi di campionato e coppa, non ci ha visto più quando venerdì la Lega ha pubblicato il bando con il quale rientrano in gioco Mediaset, La7 e SportItalia. Ieri l’emittente pubblica ha presentato al tribunale di Milano un ricorso contro la Lega Calcio «per le irregolarità nelle trattative per il rinnovo dell’accordo sui diritti per il campionato di calcio». In una nota, viale Mazzini precisa che: «Il ricorso prevede anche la richiesta di un provvedimento d’urgenza per far sospendere le procedure relative al bando di gara contestato». A favore del rinvio si era dichiarato anche il ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi.
La Lega ha reagito definendo il ricorso assai grave e «di manifesta infondatezza», aggiungendo che si tratta di «comportamento non lecito e idoneo ad arrecare grave pregiudizio».
Il presidente Rai facente funzioni, Sandro Curzi, teme che l’azienda perda i diritti: «Questo lo considero un attacco al servizio pubblico». L’obiettivo di Galliani, per i club di A e B, è «vendere la sola serie A a una cifra non inferiore di quella di serie A e B di tre anni fa».