La Rai chiede un milione di danni

«Vogliamo un milione di euro»: la guerra a colpi di spot, comunicati al vetriolo e carte bollate fra Rai e Primocanale tocca il punto più alto di tensione con la richiesta, da parte dell’azienda di Stato, tramite il proprio Ufficio Affari Legali e Societari, di un maxi-indennizzo a titolo di risarcimento danni per la campagna pubblicitaria comparativa lanciata dall’emittente privata ligure.
La richiesta fa seguito alle più recenti prese di posizione che hanno acuito i termini della querelle esplosa fra le due società con l’accusa rivolta da Primocanale nei confronti della Rai per concorrenza sleale e sostanziale «invasione di campo». Lo ribadisce una nota dell’emittente ligure che ha anche affidato le proprie ragioni a una serie di inserzioni sui quotidiani: «Nella nostra campagna pubblicitaria - sottolinea l’emittente guidata dal presidente Maurizio Rossi - abbiamo mostrato alcuni esempi del nostro impegno, anche con lunghissime dirette, a fornire un servizio pubblico essenziale in carenza di quello garantito, si fa per dire, dalla tv di Stato».
Per non dire, poi - aggiunge la nota di Primocanale - che «il televideo di Primocanale è costantemente aggiornato su quello che accade in Liguria, suddiviso fra le provincie e visibile anche tramite internet», mentre «il televideo Rai è privo di notizie di cronaca locale aggiornate, e riserva spazi a pagamento per gli enti pubblici locali, in evidente concorrenza con le emittenti private».
La battaglia dell’emittente che ha sede alla sommità del grattacielo di piazza Dante si inserisce pertanto nell’ambito del costante impegno ad assicurare un servizio pubblico «non a minuti contati, ma 24 ore su 24», e viene portata avanti anche «nella convinzione che i piani di espansione della Rai, in particolare con l’avvio del digitale terrestre, realizzino una tale concorrenza sul territorio da portare alla cancellazione dell’intero settore dell’emittenza privata».
Per questo, «è nostra intenzione - dichiara in particolare il direttore della testata giornalistica di Primocanale, Mario Paternostro - aprire una riflessione tra cittadini e mondo politico sul vero significato di servizio pubblico televisivo e se questo servizio sia assolto in maniera completa dai programmi informativi della Rai 3 regionale».
Primocanale, fra l’altro «prima emittente in Italia ad avere totalmente abolito le televendite per dare ancora più spazio all’informazione della regione Liguria», lancia ora un appello ai cittadini e al mondo politico per conoscere la loro opinione su questa che definisce «incredibile» vicenda. In ogni caso, nonostante la richiesta di danni, «Primocanale andrà avanti, perché convinto che la sua iniziativa sia seria e documentata».