Rai, comincia la battaglia per Meocci

Fabrizio de Feo

da Roma

È il giorno di Claudio Petruccioli. Oggi pomeriggio, infatti, il neo-designato presidente della Rai assumerà ufficialmente la sua carica insediandosi al settimo piano di Viale Mazzini. Ma è anche l’inizio della battaglia legale che si va prospettando sulla nomina di Alfredo Meocci alla direzione generale. Le avvisaglie dello scontro sono visibili. Il candidato del centrodestra è, e resta Meocci (con Agostino Saccà subito dietro), ex membro dell’Autorità per le Comunicazioni. I consiglieri del centrosinistra sono però intenzionati a sbarrargli la strada e intendono far leva su una sua presunta incompatibilità a rivestire il ruolo di dg. Secondo la legge 481 del ’95 gli ex commissari delle autorità «per almeno quattro anni dalla cessazione dell’incarico non possono intrattenere rapporti con le imprese operanti nel settore di competenza». Che la Rai sia di competenza dell’Autorità per le Comunicazioni è fuori di dubbio ma il caso di Meocci è particolare: giornalista della tv pubblica, è in aspettativa da alcuni anni. Nel 2003 lo stesso Meocci pose la questione della sua incompatibilità all’ufficio legale dell’Autorità. Il responso affermò che nel suo caso non si poteva parlare di «incompatibilità» visto che «non si tratta di un rapporto di lavoro o collaborazione ex novo» ma solo di una ripresa dell’attività dopo l’aspettativa. I consiglieri del centrosinistra hanno però chiesto all’ufficio legale della Rai di acquisire nuovi pareri. Sono già stati interpellati gli studi Pace e Ripa di Meana. Il primo ha già fornito la documentazione mentre lo studio Ripa di Meana lo farà questa mattina. Resta il fatto che i pareri degli avvocati non sono «impegnativi». Anche Meocci sta preparando una sua controffensiva. L’ipotesi allo studio potrebbe essere quella di chiedere un’interpretazione autentica sulla legge al Consiglio di Stato, ma comunque se ne riparlerebbe a settembre.