Rai, il consiglio di Stato sta con Petroni: "Torni nel cda"

Dopo il Tar anche il secondo grado della giustizia amministrativa dà ragione al consigliere dell'Udc "epurato" dal ministro Padoa-Schioppa. Ora il consiglio è a rischio

Roma - Il consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva, presentata dal ministero dell’Economia, della sentenza del Tar del Lazio che il 16 novembre ha ritenuto illegittima la revoca del consigliere del Cda Rai Angelo Maria Petroni. Smentito per la seconda volta il ministro Padoa-Schioppa che aveva deciso di rimuovere l'uomo Udc dal consiglio di amministrazione per sostituirlo con il prodiano Fabiano Fabiani in modo da cambiare la maggioranza a vantaggio dell'Unione. Senza la sospensiva del consiglio di Stato, che non ha accolto la richiesta avanzata in questo senso dal ministero del Tesoro, azionista Rai, rimane valida la decisione del Tar del Lazio che annullava la sostituzione di Angelo Maria Petroni nel cda Rai con Fabiano Fabiani.

Scenari A questo punto però, secondo alcune fonti legali dell’azienda, sarebbe necessario per re-insediamento di Petroni nel consiglio di adire alle vie amministrative, così come raccomanda il Tar. Ovvero Petroni non potrebbe tornare subito a quello che era il suo posto in azienda ma sarebbe necessario che l’azionista ministero del Tesoro riconvochi l’assemblea dei soci per una nuova nomina in cda al suo posto di nono consigliere. Diversa fin dall’inizio la lettura degli avvocati di Petroni che sono per l’insediamento immediato.