La Rai dà l'ok al programma di Fazio e SavianoE lo scrittore: "Così non si può andare in onda"

Vieni via con me andrà in onda: prima puntata prevista su Rai 3 l’8 novembre. Fanno discutere i maxi compensi di alcuni ospiti. Chiesti da Benigni 250mila euro. Masi: "E' troppo". L'agente del comico apre: "Disposto a venire anche gratis". Ma Saviano frena: "Problemi di contenuti, niente è risolto"

Roma - Vieni via con me, il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, andrà in onda. La prima puntata è prevista su Rai Tre l’otto novembre in prima serata, come annunciano gli spot già in onda in questi giorni. "Non c’è mai stato nessun problema", si sottolinea da ambienti della direzione generale. A far scoppiare la polemica, infatti, i maxi compensi previsti per alcuni degli ospiti previsti da Fazio. Uno su tutti Roberto Benigni, il cui cachet era di 250mila euro. Così, dopo che l'agente del comico ha ventilato l'ipotesi di una partecipazione gratuita, i vertici della Rai fanno sapere che se "vuole partecipare a titolo gratuito, la Rai ne sarà lietissima".

No di Saviano "Non si è risolto nulla, oggi non ci sono le condizioni per andare in onda serenamente, perché non si sta lavorando serenamente". Lo ha detto Roberto Saviano, in collegamento con il tgLa7 condotto da Enrico Mentana, a proposito della messa in onda di Vieni via con me. Per lo scrittore, "non si vuole che le storie che ho scritto vengano raccontate in prima serata e arrivino a molte persone". I temi che avrebbe toccato nei suoi monologhi, comunicati all'azienda, erano "la fabbrica del fango, i rapporti tra mafia e politica, il ritorno della spazzatura a Napoli, le favole raccontate sul terremoto in Abruzzo". Saviano ha ribadito che a suo giudizio la questione non riguarda il cachet degli ospiti: "Sono state dette grandi fesserie sui compensi per cercare di trovare una legittimazione a farci lavorare male. Detto questo - ha sottolineato - tutti gli ospiti hanno fatto sapere immediatamente che erano disposti a venire gratis per dimostrare che quello che dicevano i dirigenti Rai era falso. Ma mi sembra anche un'ingiustizia che vengano gratis, visto che tutti gli spazi pubblicitari sono stati comprati a prezzi vantaggiosissimi, la Rai ci ha guadagnato molto, pagare è segno di rispetto e un modo dare libertà all'ospite".

Il maxi compenso di Benigni Un compenso di 250mila euro è la richiesta di Benigni per prendere parte a una puntata. Con ogni probabilità è proprio a questa richiesta che ha spinto i vertici di viale Mazzini a portare avanti un "doveroso approfondimento portato avanti dagli uffici competenti in merito a richieste economiche per la Rai molto significative". "Non c’è alcuno stop", assicura Masi smentendo le accuse rivoltegli da Fazio e Saviano ("La trasmissione fa troppa paura al Palazzo"). "C’è più che il sospetto che alcune notizie vengano fatte filtrare accampando inesistenti motivazioni politiche per 'forzare' la trattativa economica - conclude il direttore generale - si è comunque fiduciosi nel recupero di ragionevolezza e quindi nel buon esito della trattativa stessa".

Le proposte di contratto Da ambienti della Direzione generale si precisa però che le proposte di contratto non sono ancora arrivate sul tavolo del dg Mauro Masi, ma sono ancora all’attenzione degli uffici: tuttavia le richieste economiche - si fa notare - sarebbero apparse "molto, ma molto onerose". Intanto la redazione del programma, prodotto da Endemol Italia, è al lavoro da tempo in attesa che l’azienda sblocchi il contratto della trasmissione, la cui messa in onda è prevista per quattro lunedì consecutivi (in alternativa, dunque, al Grande Fratello) e non di mercoledì, come era stato ipotizzato inizialmente. E proprio la collocazione in palinsesto e la continuità delle quattro puntate erano state già al centro di "frizioni" tra la squadra di Vieni via con me, Direzione di Rete compresa, e l’azienda. I ritardi nell’approvazione dei contratti sembrano ora confermare la gestazione complessa di un programma molto atteso anche destinato probabilmente a far discutere.

Benigni: "Vado pure gratis" "Benigni andrebbe anche gratis da Fabio Fazio", interviene l’agente dell’attore e regista dopo il mancato via libera della Rai. Benigni, spiega il manager del premio Oscar, Lucio Presta, aveva accettato tutte le condizioni poste dalla Rai, un cachet "molto al di sotto di quello abituale" di cui ieri l’azienda ha chiesto una ulteriore, forte decurtazione. Come già denunciato da Fazio, anche per Presta si tratterebbe di "una scusa" per mettere i bastoni fra le ruote al programma.

Van Straten e Rizzo nervo contro Masi "La trasmissione di Saviano è la novità più significativa dei palinsesti autunnali e va sostenuta dall’azienda nel modo più deciso", tuonano i consiglieri di minoranza Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, che prendono nota della "smentita del direttore generale riguardo alla partecipazione degli ospiti, ma allora ci chiediamo come sia possibile che per l’ennesima volta a pochi giorni dalla messa in onda non si siano ancora firmati i contratti". "La smentita sarà credibile solo se il direttore generale procederà immediatamente alla loro sottoscrizione - continuano i due consiglieri - bisogna smettere di gestire questa azienda come se fosse un carrozzone ministeriale in cui la dilazione è metodo di governo. Qui le decisioni devono essere prese tempestivamente per evitare danni, di immagine e di sostanza, alla Rai".

Giulietti: "La Rai ha paura" "Sarà una casualità ma questi incidenti, ritardi o difficoltà capitano sempre alle trasmissioni sgradite a Berlusconi e ai suoi ministri", attacca amche il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "Nel migliore dei casi c’è il legittimo sospetto che ci sia un’azione di mobbing nei confronti di queste trasmissioni, se non quando di intere reti - continua Giulietti - gli episodi di questi giorni dimostrano che alla Rai non c’è solo il caso Annozero ma ormai si rischia l’azzeramento di tutte le trasmissioni che non piacciono al partito del conflitto di interessi. Per sapere quali sono basterà leggere il famoso elenco di Trani". "Sarà il caso - conclude Giulietti - di tenere gli occhi costantemente aperti e di reagire con la massima durezza perché queste vicende sono collegate anche al libero esercizio del voto".