Rai Fiction, archiviato il caso Berlusconi-Saccà

Il gip Pierfrancesco De Angelis ha
archiviato il procedimento che vedeva indagato Silvio
Berlusconi per corruzione per aver raccomandato nel 2007
all’allora direttore di Raifiction Agostino Saccà cinque
attrici

Roma - Il gip Pierfrancesco De Angelis ha archiviato il procedimento che vedeva indagato Silvio Berlusconi per corruzione per aver raccomandato nel 2007 all’allora direttore di Raifiction Agostino Saccà cinque attrici in cambio di sostegno finanziario, imprenditoriale e politico. La decisione è stata presa il 17 aprile scorso. Archiviazione anche per l’altro filone relativo a un presunto accordo corruttivo che legava la commercialista Stefania Tucci, il consulente finanziario Giuseppe Proietti e Saccà. Entrambi i capitoli di inchiesta provenivano dalla procura di Napoli.

Accolta la richiesta della procura Il giudice ha accolto la richiesta della procura di Roma (i magistrati Angelantonio Racanelli e Sergio Colaiocco e il procuratore Giovanni Ferrara) e le argomentazioni secondo cui non si applica il lodo Alfano; il pm, inoltre, può chiedere l’archiviazione nonostante sia stata già fissata l’udienza preliminare. Quanto al merito, Saccà non era da considerare un incaricato di pubblico servizio. Sull’altra vicenda, nessun elemento a sostegno dell’accusa è stato acquisito. Il gip si è riservato di decidere sull’altra richiesta della procura di distruggere le intercettazioni e tutta la documentazione anche in formato informatico con riferimento all’indagine su Silvio Berlusconi e Agostino Saccà.

Saccà: la giustizia c'è L’archiviazione mostra che "anche se in ritardo la giustizia c’è e io lo avevo detto anche dopo i primi durissimi mesi": lo dice Agostino Saccà, l’ex direttore di Raifiction, commentando l’archiviazione." Il Gip parla chiaramente di 'mera, fantasiosa illazione' a proposito della presunta corruzione - spiega Saccà - e sulla base di questo io sono stato intercettato per sei mesi. Inoltre è stato chiarito che nel momento in cui realizzo le fiction, non quando le progetto, non sono incaricato di pubblico servizio. In pratica - sottolinea Saccà - a partire dalla decisione di spostare da Napoli a Roma il processo passando attraverso le richieste dei Pm, la decisione del Gip di oggi e quella dei giudici del lavoro, ho trovato sempre soddisfazione dalla giustizia. Quello che ora bisogna dire - sottolinea Saccà - è che in Rai è successo qualcosa di terribile, di orribile, di persecutorio: l’azienda infatti conosceva già dal gennaio 2008 la posizione del Gip e invece di difendere, non solo me personalmente ma Raifiction e la Rai tutta, da accuse di malversazione, ha preferito un’altra strada".

Calvario "Poteva risparmiarmi un calvario di un anno e quattro mesi. Ma contro di me ci sono stati tanti avventizi anche se l’azienda vera, già prima delle elezioni politiche, mi aveva difeso (mi riferisco in primo luogo all’Adrai, l’associazione dei dirigenti, e a Giovanni Minoli, ma anche a Freccero, Del Bufalo e ex dirigenti come Pier Luigi Celli). Non ho rancori - conclude Saccà - e non cerco vendette ma solo giustizia. Tanto più che anche nel mio ultimo incarico, da direttore commerciale, in cinque mesi sono stati recuperati sei milioni di euro e avviato un progetto per far passare da 100 a 140 milioni di euro gli introiti diretti".