Rai, inchiesta interna su legami con Mediaset E' scontro tra i Poli

Polverone dopo le intercettazioni pubblicate da <em>Repubblica</em>. Petruccioli: &quot;Tutelare l'azienda&quot;. Mediaset: &quot;Contatti normali tra direttori, quereliamo&quot;. Veltroni attacca: &quot;Calpestato il servizio pubblico, approvare in fretta la Gentiloni&quot;. Schifani: &quot;Ennesimo attacco mediatico a Berlusconi&quot;

Roma - La direzione generale Rai ha aperto "un’indagine interna" in relazione all’articolo di Repubblica "L’alleanza segreta tra Rai e Mediaset". Il direttore generale Claudio Cappon ha incaricato la direzione Affari Legali di tutelare l’azienda. Nell’articolo si riportano intercettazioni realizzate nel 2004/2005, dalle telefonate di dirigenti emergerebbero strategie concordate sui palinsesti, sulla cronaca, sulla politica. L'inchiesta si basa sulle intercettazioni telefoniche realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 per l’inchiesta sul fallimento della Hdc, la holding dell’ex sondaggista del Cavaliere Luigi Crespi.

Il pm: "Atti anche a Roma" In procura a Milano non si esclude che le intercettazioni telefoniche dalle quali emergerebbero accordi segreti tra Rai e Mediaset possano essere trasmesse altrove per valutazioni sotto profili diversi da quelli esaminati dai magistrati titolari delle indagini sul crac Hdc. Le telefonate in questione erano state stralciate per decisione del gip a maggio scorso nell’apposita udienza. Ma nel provvedimento di chiusura indagini ai sensi dell’articolo 415 bis venivano allegate le sintesi delle conversazioni ascoltate dagli inquirenti. Tali registrazioni potrebbero essere inviate alla procura di Roma e alle autorità garanti della Concorrenza e delle Telecomunicazioni.

Petruccioli: "L'azienda va tutelata" "Bisogna tutelare la Rai: questo è il primo dovere di tutti coloro che hanno le maggiori responsabilità. Ma nessuno può tutelare l’azienda meglio dell’azienda stessa che non è un’entità astratta ma che è fatta di tante persone. Voi tutti lo fate per l’azienda ma anche in nome di un servizio pubblico così importante per la vita civile di questo Paese": così il presidente del Cda della Rai Claudio Petruccioli si è espresso davanti all’assemblea dei giornalisti Rai riunita d’urgenza in seguito alle rivelazioni fatte dal quotidiano ’la Repubblicà a Saxa Rubra. Petruccioli ha ricordato le decisioni già prese stamattina: la Rai si costituirà parte lesa, cosa che permetterà di acquisire la documentazione necessaria. E sarà avviata un’indagine interna per verificare i fatti e accertare eventuali responsabilità individuali. Il presidente ha ribadito la volontà di tutelare l’azienda, applicando in modo intransigente le leggi: "Si è garantisti solo sulla base delle leggi". Petruccioli ha insistito su un punto: "La Rai di oggi non è ancora quella che dovrà diventare domani ma non è neanche quella di ieri. Non ci sono più zone d’ombra impenetrabili. Qui tutti sanno tutto".

Mediaset querela "Siamo alle stupidaggini: che Rai e Mediaset si facciano concorrenza è sotto gli occhi di tutti 72 ore al giorno (cioé con tutte e tre le reti). Detto questo, è evidente che, come accade nei giornali, i direttori si chiamino, si consultino". Così Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset, interpellata dai cronisti a proposito delle intercettazioni pubblicate oggi su un presunto "patto" tra Rai e Mediaset nel trattare informazione politica e altri grandi eventi. Intercettazioni per le quali, ha aggiunto Nieri, i legali di Mediaset stanno predisponendo querela. "Come al solito - ha detto il consigliere di amministrazione - vengono fuori intercettazioni che non c’entrano niente con l’indagine principale" quella della vicenda Hdc, la società dell’ex sondaggista Crespi. "Dopodichè - ha aggiunto - qualsiasi strumentalizzazione è possibile. I nostri legali stanno predisponendo le querele. Far sembrare che ci siano intese e accordi tra i dirigenti delle due aziende basandosi sui contenuti delle intercettazioni mi sembra una cosa ridicola. Quando ci sono notizie come la morte del Papa o le elezioni amministrative - ha detto ancora Nieri - è normale che ci sia una consultazione. Penso che i De Bortoli, i Mauro si sentano ogni qualvolta ce ne sia bisogno. Mi sembra - ha concluso - tanto rumore per nulla".

Veltroni: "Calpestato il servizio pubblico" "Quanto è emerso è di una enorme gravità". Il segretario del Pd Walter Veltroni commenta così la notizia. "Sta emergendo - continua Veltroni - un intreccio e una commistione nei quali il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo è stato calpestato. Tutto questo insieme a comportamenti in contrasto con i principi della libera concorrenza, del mercato e con i doveri che sono propri del servizio pubblico". Per prima cosa, Veltroni ritiene "necessario che la Rai assuma le decisioni del caso. Questa vicenda - aggiunge il segretario del Pd - conferma, inoltre, la necessità di un nuovo assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai. È una delle cose più urgenti che devono essere affrontate". "Non spetta a me giudicare i comportamenti dei singoli, tanto meno sulla base di intercettazioni - commenta il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni -. Tuttavia una cosa è certa: all’ombra del duopolio affiora un clima collusivo che non mi pare edificante per il servizio pubblico e per la sua autonomia".

Schifani: "Ennesimo attacco mediatico" Un’operazione contro Berlusconi che si propone di accelerare l’iter delle leggi di riforma del sistema che vanno contro Mediaset. È la posizione di Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia. "Fossi nella collega Finocchiaro - dice Schifani - sarei molto più cauto, soprattutto in tema di intercettazioni telefoniche. Il garantismo non può essere invocato a sinistra solo quando risultano coinvolti Fassino e D’Alema in vicende ben più gravi. Quelle pubblicate oggi, con una tempistica quanto mai sospetta, rappresentano la vecchia sterile strumentalizzazione comunista su conversazioni alle quali si cerca di attribuire un valore che non hanno. Che Rai e Mediaset si facciano concorrenza da sempre lo sanno anche i bambini. Se poi tutta l’operazione mediatica scatta solo per accelerare l’iter di una legge che ha il preciso obiettivo di distruggere le aziende del presidente Berlusconi, allora la Finocchiaro e gli altri - conclude - lo dicano chiaramente. Questo però conferma quanto sia difficile dialogare con chi considera il suo avversario politico un nemico da abbattere". Più distaccata la posizione del presidente della commissione di vigilanza Mario Landolfi (An): "La decisione della Rai di aprire un’indagine interna in relazione al contenuto di intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da un quotidiano nazionale appare adeguata ad accertare eventuali infedeltà aziendali", però "è utile evitare strumentalizzazioni politiche il cui unico risultato consisterebbe nel rendere ancor più drammatica la già caotica situazione all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo".

Bondi: "Vogliono rigettare il Paese nei veleni" "Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di impedire che l'Italia diventi un paese normale. Ogni qualvolta si annunzia una minima possibilità di avviare un confronto serio sulle riforme - afferma il coordinatore nazionale di Fi -, scattano, come un congegno ad orologeria, indagini giudiziarie o rivelazioni scandalistiche che hanno l'obiettivo di rigettare il Paese nei veleni e nelle diatribe ideologiche, lasciando le cose come stanno".

Rossella: "Nessuno scandalo, c'è libertà di parola al telefono" Nelle intercettazioni sul presunto 'patto sul palinsesto', il presidente di Medusa, Carlo Rossella - citato nei testi pubblicati come ex direttore del Tg5 - non trova "nulla di scandaloso: sono per la libertà di parola e di espressione anche al telefono, ammesso che io abbia detto quelle cose". Interpellato a margine della presentazione di due nuovi canali Mediaset per il digitale terrestre, Rossella ha detto di essersi "molto divertito" leggendo le intercettazioni. "Tutto il mondo è palese. Sono amico di Fabrizio Del Noce da quaranta anni - ha aggiunto - e in questi quaranta anni con lui ho parlato di tutto, probabilmente ho anche accennato alla politica e alle elezioni. Ma non appartengo al concerto di Varsavia, non sono un concertista, come mi si vuole far passare. Parlo con i miei amici delle cose che accadono, come del resto fanno tanti direttori di giornali tra loro". Rossella ha anche sottolineato di non ricordare "di aver parlato di certe cose con Mimun (ex direttore del Tg1 e oggi alla guida del Tg5, ndr). Forse ne ho parlato con Del Noce, perché con lui mi sento spesso - ha ribadito - e parlo del più e del meno. Sono sorpreso, ma la cosa non mi preoccupa affatto. Mi preoccupa piuttosto il modo con cui viene presentata. Da oggi in poi - ha ironizzato - al telefono dirò anche a mia moglie: 'Non parliamo piu', altrimenti finiamo sui giornalì".