Rai, Mastella esce dall'aula: "Basta" L'Unione ritira la mozione e si salva

Bagarre al Senato. <a href="/a.pic1?ID=207531" target="_blank"><strong>Mastella sbotta: &quot;Chiarimenti o a casa&quot;</strong></a>. Poi esce. La maggioranza costretta a ritirare la mozione per non andare sotto. Nella Cdl tutti contro Storace: &quot;Ha salvato il governo&quot;. <a href="/a.pic1?ID=207536" target="_blank"><strong>Il ministro dell'Economia difende la scelta sul cda dell'azienda</strong></a>

Roma - Tutto bene per l'Unione. Poi il terremoto. Mastella saluta la compagnia e se ne va. Seguito dai fedelissimi dell’Udeur denuncia: "La maggioranza non c’è più, chiarimento o sarà crisi. Adesso basta con tutti questi distinguo". A quel punto mancano alcuni documenti da votare. La mozione unitaria dei capogruppo del centrosinistra e tre a firma Calderoli. Ma la maggioranza, che fino a quel punto ha "vissuto" sull'assenza di Francesco Storace e degli altri due senatori de "La Destra", si trova a fare i conti con la calcolatrice sempre in mano. I numeri mancano, il governo rischia di cadere e tocca a Paolo Brutti, senatore di Sinistra democratica, ritirare la mozione unica della maggioranza. Insomma il governo scappa per evitare di andare sotto. Poi ci sono le giustificazioni del centrosinistra: "I punti principali li avevamo già approvati, non c'era bisogno di andare avanti". E gli attacchi del centrodestra: "Il governo è moribondo, prima se ne va meglio è". Con Calderoli che ritira le sue mozioni e la seduta che si chiude.

La Destra di Storace salva il governo Fino al ritiro di Mastella è "La Destra" a salvare governo e maggioranza quando il Senato vota la risoluzione della Cdl a firma dei capigruppo Schifani, Matteoli, D’Onofrio, Castelli e Cutrufo. La maggioranza vince per un voto, 155 a 154 e dai tabulati di voto si può osservare che risultano assenti Francesco Storace ed i suoi due senatori Stefano Losurdo e Stefano Morselli. L’astenuto, anche in tutte le altre votazioni svolte, è Domenico Fisichella. "Storace e i suoi si sono assunti la responsabilità di aver salvato oggi il governo Prodi con la loro assenza. Se fossero stati qui la mia risoluzione sarebbe passata e staremmo parlando di altro a questo punto" attacca il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani. Immediata la replica: "Schifani finge di non capire, avendo accuratamente evitato di discutere la risoluzione con la Destra e di farcela sottoscrivere. Evidentemente, non lo ha fatto per un motivo o per l’altro: o perché subisce veti da chi minaccia ritorsioni sulla legge Gentiloni oppure perché non era in grado di cogliere che la questione Rai sta nel pluralismo politico e non certo in una presidenza da trattare come una pedina di potere".

Bocciato l'azzeramento del cda L’aula boccia anche con 275 voti (e quindi con accordo bipartisan) la richiesta di azzeramento del Cda della Rai contenuta nel primo punto del dispositivo della risoluzione dei senatori Bordon e Manzione. I sì sono 15, 18 gli astenuti. Bocciato anche il secondo punto della mozione, che impegna il governo a compiere i passi necessari per sollecitare il piano industriale che si faccia carico di affrontare tutte le emergenze.

Sì al congelamento delle nomine Approvato a larga maggioranza, con voti comuni di centrodestra e centrosinistra, anche il punto della mozione Manzione-Bordon relativo al congelamento delle nuove nomine in Rai: i sì sono 295, 8 i contrari, 3 gli astenuti.

Respinte le prime risoluzioni L'aula di palazzo Madama aveva respinto le prime tre risoluzioni presentate dal leghista Roberto Calderoli. Il primo documento ha 157 voti contrari e 153 favorevoli. A fronte del ritiro della seconda risoluzione, si passa alla votazione del terzo documento (157 no, 96 sì e 56 astenuti), e del quarto (157 no, 153 sì). Anche le due risoluzioni della Cdl vengono respinte (155 a 154, un astenuto e 155 a 153, un astenuto).

Prodi sente Mastella che dice: leali con la maggioranza Il leader dell’Udeur Clemente Mastella ha ribabito, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente del consiglio Romano Prodi, «lealtà e appoggio» al governo e alla maggioranza. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Il ministro di Giustizia aveva affermato, nel pomeriggio, a margine delle votazioni in senato sulle mozioni Rai: «O c’è un chiarimento o in primavera si va al voto».