Rai, Minzolini respinge i dati di Garimberti

Una disfida al vetriolo tutta giocata sui dati di ascolto del notiziario della rete ammiraglia facilmente leggibile attraverso la lente del telefilm di genere, ovvero quella perenne polemica contro "l’anti-icona" giornalistica del centrosinistra che non cessa mai di alimentarsi di nuove puntate e di nuove sortite ad personam

Roma - È un botta e risposta affilato quello che va in scena tra il presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. Una disfida al vetriolo tutta giocata sui dati di ascolto del notiziario della rete ammiraglia facilmente leggibile attraverso la lente del telefilm di genere, ovvero quella perenne polemica contro «l’anti-icona» giornalistica del centrosinistra che non cessa mai di alimentarsi di nuove puntate e di nuove sortite ad personam.
L’incipit di una giornata calda viene scritto in mattinata quando inizia a circolare la voce che nell’ordine del giorno del Cda Rai convocato per domani mattina verrà effettuato un esame delle «performance editoriali e dei dati di ascolto» delle reti e delle testate, dunque i Tg, dunque anche il Tg1, da tempo nel mirino dell’opposizione. Passa qualche ora ed è lo stesso presidente della Rai a confermare la circostanza. Il calo degli ascolti del Tg1 al 20,6% è «un problema molto serio» dice Garimberti, in commissione di Vigilanza. Garimberti sostiene di non essere preoccupato del fatto che il Tg5 la scorsa settimana abbia battuto con il 20,9% il Tg1, ma che il Tg1 sia al 20,6%. «Questo significa che lo spettatore percepisce che l’informazione non è completa e adeguata alla rete ammiraglia», sottolinea, per poi aggiungere che nel Cda di giovedì prossimo si rifletterà sul problema che «riguarda anche Rai 1».
Naturalmente Minzolini non esita a replicare alla stoccata presidenziale. «Se fossi in Garimberti, mi preoccuperei più della Rete, di Rai 1. Se il Tg1 ha perso nove punti dal 2008 ad oggi - argomenta - la rete in prima serata ne ha persi 16, cioè quasi il doppio. Ed è quindi evidente che tutto questo non può non ripercuotersi anche nei dati del Tg. Faccio un esempio: se andiamo a prendere i dati di giugno 2011 e li confrontiamo con quelli di giugno 2010 rispetto a trasmissioni, fiction ed edizioni del Tg più ascoltate, ci accorgiamo che in questa Top Ten, se lo scorso anno erano presenti 3 edizioni del Tg1, quest’anno ne sono presenti 6, e le altre 4 non sono produzioni di Rai1, ma avvenimenti sportivi curati da Raisport». «Se poi vogliamo parlare ancora, ma sono stufo, del rapporto con i nostri diretti competitor, ricordo - fa notare il direttore - che noi quest’anno abbiamo perso solo due volte, nel confronto. Lo scorso anno una volta sola, dando vita a una performance che tocca tornare al 1999 per averne una uguale. Nel 2009, invece, il Tg1 ha perso 25 volte. Mentre nel 2008 ha perso 4 volte, nel 2007 quattro volte, nel 2006 diciotto volte, nel 2005 settanta volte, nel 2004 quindici volte, nel 2003 ventiquattro volte, nel 2002 centoventotto volte, nel 2001 trentadue volte, nel 2000 sei volte e nel 1999 una volta. Questo - conclude Minzolini - solo per dire come la faziosità spesso faccia scherzi alla memoria». C’è spazio per una breve controreplica di Garimberti: «Minzolini, invece di dare consigli agli altri su come fare il loro lavoro, si preoccupi di fare bene il suo, dei contenuti del suo tg e dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti». Subito rintuzzata dall’ex inviato de La Stampa: «E Garimberti pensi a fare il presidente... di tutti».