Rai, Napolitano si chiama fuori: "Non entro nelle dispute politiche"

La risposta del Capo dello Stato dopo che la Cdl ha invocato un suo intervento per la sostituzione del consigliere Petroni. An non ci sta. Fi: continueremo a rivolgerci al Colle come garante. Maroni: due pesi e due misure

Roma - "Ritengo di dover fare una cosa soltanto: rappresentare l’unità nazionale e affermare, salvaguardare i principi e i valori costituzionali. Per quanto si tenti ogni giorno di tirarmi da qualche parte in dispute politiche, tenacemente intendo tenermene fuori perchè voglio parlare sempre a nome di tutti e non di una parte contro l’altra. E qualche volta, per far questo, bisogna far finta di non aver sentito". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso dell’incontro al Quirinale con il Consiglio nazionale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Forza Italia: continueremo a rivolgerci al Quirinale "Noi ci siamo rivolti e continueremo a rivolgerci, finché vi saranno le condizioni, al presidente della Repubblica, garante dell’unità nazionale, come garante delle regole democratiche e del rispetto dell’opposizione e del Parlamento, per segnalare e sottolineare le continue forzature politiche e istituzionali che violano l’ordinario senso dell’equità e suscitano nel Paese uno stato d’animo di profonda preoccupazione, indignazione e protesta». Lo scrivono in una nota congiunta il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi e il vicecoordinatore azzurro, Fabrizio Cicchitto.

Petroni via, la replica del governo Palazzo Chigi torna oggi sulla questione della destituzione di Angelo Petroni dal cda della Rai chiarendo che quanto avvenuto ieri rientra tra le prerogative del Tesoro, quindi del governo. "Dunque questa vicenda - ribadiscono fonti di Palazzo Chigi - non può rappresentare un pretesto per coinvolgere il Capo dello Stato".

An non ci sta "Poco convincente": così il presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi, definisce "con tutto il rispetto dovuto al Presidente della Repubblica", l’intervento del Capo dello Stato sulla nomina di Fabiani in cda Rai e la revoca di Angelo Maria Petroni. "Quello che è accaduto - argomenta Landolfi - cioè il fatto che il governo abbia sotituito senza alcuna motivazione apprezzabile un consigliere di amministrazione della Rai al fine di precostituirsi una maggioranza in seno al Cda è un fatto di una gravità inaudita. A parti invertite, se cioè fosse stato il governo di centrodestra a sostituire in questo modo un consigliere di amministrazione Rai, non so se il comportamento sarebbe stato dello stesso tipo di quello manifestato in questa occasione".

Maroni: "Il capo dello Stato usa due pesi e due misure" "Dolorosamente dobbiamo rilevare che il comportamento di Napolitano si commenta da solo: il capo dello Stato ha un diverso atteggiamento di fronte alle azioni del governo e a quelle dell’opposizione". A puntare l’indice contro il Quirinale è Roberto Maroni. "Da poco Napolitano ha richiamato Bossi per i suoi 'eccessi clamorosi' nella polemica e nella propaganda - dice il capogruppo leghista alla Camera - e oggi, di fronte ad una azione illegittima del governo, che viola la legge, i valori del dialogo e della correttezza reciproca, fa sapere di voler stare fuori rispetto alle decisioni del governo. Napolitano sappia - aggiunge Maroni - che questo renderà impossibile il dialogo sulle riforme che tante volte lo stesso presidente della Repubblica ha sollecitato".