La Rai offre 100 euro, a Mediaset la serie A

Galliani felice: «Guadagnato il 40% in più». Curzi: «Abbiamo ciò che volevamo, serie B e coppa Italia». Marano: «Una scelta strategica»

Gianpaolo Palazzo

Non ci poteva essere «regalo» migliore. Il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani, ha festeggiato ieri il suo 61° compleanno con la soddisfazione di aver ceduto i diritti radiotelevisivi. Mediaset si è aggiudicata quelli in chiaro della serie A per 61.569.000 euro ogni stagione (base d’asta 45 milioni). Il contratto dura tre anni. Il precedente contratto con la Rai era di 42 milioni di euro. La tv pubblica ha acquistato i diritti radiotelevisivi della coppa Italia con 26 milioni di euro per un anno (base d’asta 18 milioni). La nuova edizione della Tim Cup prevede 86 partite, rispetto alle 46 della precedente edizione. Il contratto scaduto era stato pagato 15.500.000 euro. La Lega Nazionale Professionisti ha anche ceduto con trattativa privata i diritti radiofonici della serie A per tre stagioni alla Rai. La cifra concordata è di due milioni di euro a stagione (base d’asta 4 milioni). La Lega si è messa a disposizione delle emittenti televisive per organizzare anticipi o posticipi, perché, ha detto Galliani, «bisogna fare in modo che il prodotto sia appetibile».
I diritti radiotelevisivi della B saranno assegnati dopo aver sentito le valutazioni delle società che partecipano alla serie cadetta. La Rai è in pole position per la tv rispetto all’offerta di Sportitalia, in quanto, come ha confermato il presidente di Lega, «l’offerta migliore è della Rai ed è in linea con quello che pensavo io. Saranno i presidenti a valutare. Se mi chiederanno un parere, dirò che va bene». Le offerte delle due emittenti sono diverse. Se la B si giocherà il sabato pomeriggio è stata offerta una cifra maggiore, rispetto alle partite giocate il sabato sera e la domenica pomeriggio. È quasi certo che anche i diritti per la «Domenica sportiva», che sono fuori dalla fascia oraria delle 22.30, saranno confermati alla Rai.
I soldi incassati daranno un po’ di sollievo ai conti delle società di calcio, ma non a tutte. Gli introiti saranno distribuiti solo alle squadre di serie B e a quelle di serie A che non giocheranno la Champions League. Il presidente di Lega si è detto soddisfatto: «È stato fatto nell’interesse di 38 società e non di 42».
L’asta sui diritti si era aperta con un piccolo diverbio tra Antonio Marano, responsabile Rai per l’acquisizione dei diritti, e Adriano Galliani. Alla fine i due si sono stretti amichevolmente la mano, continuando a darsi del «tu» in nome della comune fede milanista. «Per me le polemiche sono assolutamente finite – ha dichiarato il presidente di Lega – considero l’azione legale intrapresa (dalla Rai, ndr) come un incidente chiuso. Ringrazio veramente di cuore Rai, Mediaset e Sportitalia per aver fatto offerte».
Dopo la chiusura dell’asta, Antonio Marano ha voluto rivelare la cifra offerta dalla Rai per i diritti tv della A: 100 euro. «Abbiamo fatto una proposta economica che ritenevamo giusta e adeguata a quello che sia il valore della serie A». In tutte le buste la Rai ha inserito una lettera con la quale ha annunciato il ricorso alle vie legali. Per la Rai «la coppa Italia è importantissima – ha continuato Marano – proprio quest’anno, perché non abbiamo la Champions League e dovevamo avere un prodotto, chiamiamolo da prima serata, da evento. La Rai ha deciso di non avere la serie A. La nostra è stata una scelta strategica per contestare il metodo d’asta di Lega Calcio». Il responsabile Rai ha precisato che gli highlights, secondo il bando, devono essere usati solo nelle fasce orarie acquistate «e non durante la settimana. L’avevamo fatto presente alla Lega che questo è un grosso problema, perché vorrà dire che durante la settimana Mediaset o la Rai non potranno usare gli highlights e le interviste» .
Soddisfatto per le acquisizioni Rai anche il consigliere anziano Sandro Curzi: «Sui diritti del calcio abbiamo ottenuto quello che volevamo. Il nostro obiettivo era trasmettere le partite di serie B». Di diverso parere il segretario Ds, Piero Fassino, che definisce la vittoria di Mediaset «un attacco all’autonomia della Rai, e per l’ennesima volta un’inquietante e pericoloso conflitto d’interessi». L’estate del calcio italiano è ancora lunga.