La Rai ora si muove, sisma su Santoro

ISOLATO Anche il Pd lo mette sotto processo: «È un cannibale, ha condotto un processo sommario»

RomaOra il terremoto si abbatte su Santoro. Da Viale Mazzini piombano i primi calcinacci sulla testa del conduttore, visto che i vertici della Tv di Stato hanno annunciato una sorta di inchiesta interna sul caso Annozero. Il sisma lo ha provocato lui giovedì sera, a macerie ancora calde. Il pistolotto di Travaglio, le stilettate a Bertolaso dell’eurodeputato Claudio Fava, i j’accuse dell’inviato Sandro Ruotolo alla Protezione civile, le imbarazzanti vignette di Vauro: in un crescendo wagneriano Annozero ha sparso veleno a piene mani, pigiando sul pedale della polemica politica, in barba a qualsiasi remora dettata dalla pietas. In studio soltanto il direttore del Giornale Mario Giordano e il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto a manifestare fastidio e indignazione per un giornalismo a tesi, mascherato da inchiesta.
La terra trema, governo ladro: e via a picchiare sulla Protezione civile, esaltata da tutto il mondo ma non dai Ruotoli e dai Santori nostrani. Il sisma prevedibile, i soccorsi senza responsabile, le risorse dirottate al G8 della Maddalena, e via via accusando fino alla satira da pelle d’oca sull’aumento delle cubature sì, ma dei cimiteri.
La stampa s’indigna, il cittadino s’infuria, la politica si turba e anche i vertici Rai s’inquietano. Al Giornale, ma non solo, arrivano valanghe di mail e di lettere di protesta: Santoro vergogna, è la sintesi di tutti gli interventi. Negli stadi di mezz’Italia si difende Bertolaso e compare pure uno striscione lungo mezza curva: «Vigili del fuoco, Croce rossa e Protezione civile orgoglio della Nazione. Giornalista infamone non hai il rispetto del dolore delle persone». Su Facebook è tutto un germogliare di gruppi anti Michele: «Quelli che odiano Annozero e Santoro», «Annozero la non democrazia di Santoro», «Mandiamo via Santoro», «Annozero? No grazie, io sto con la Protezione civile», «Dalla parte di Guido Bertolaso».
Nelle istituzioni il primo a scuotere la testa, la domenica di Pasqua, è il presidente della Camera Gianfranco Fini che liquida Annozero con un lapidario: «Indignazione profonda per una trasmissione indecente». Parla dall’Aquila, la terza carica dello Stato: «È stata l’unica nota stonata in questa tragedia: non si può speculare sulla tragedia solamente per l’indice d’ascolto». E il premier Berlusconi commenta caustico: «Una tv pubblica non può comportarsi in questo modo. Non parlo di quello (Santoro ndr), ho già detto abbastanza e credo che i fatti mi abbiano dato ragione». Digerire il cinismo santoriano è dura anche per molti di sinistra, tanto che l’onorevole Enzo Carra ammette: «Santoro è un cannibale: la sua tv è sale sulle ferite». E pure Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd, rileva che il programma «ha sollevato molte critiche non perché abbia indagato su responsabilità e ritardi, come è giusto fare, ma per il modo in cui ha condotto un vero e proprio processo sommario contro le forze impegnate in prima linea e con successo nell’opera di soccorso».
Soltanto Di Pietro, stomaco di ferro, parte lancia in resta a difesa di Santoro. A sparare, quasi tutte le seconde file dell’Idv: Leoluca Orlando grida che «Vogliono mettere il bavaglio all’informazione»; Felice Belisario scomoda persino Gelli, la P2, l’attentato alla Costituzione. Insomma, lo sciame sismico investe pure la politica. Solitamente lesto a sostenere le procure, questa volta Marco Travaglio indossa la toga da legale e prova a difendere l’amico Michele: «Parlare delle inefficienze non vuol dire criticare quelli che hanno prestato soccorso, vuol dire criticare la macchina organizzativa».
E trema anche il palazzo di viale Mazzini. Il presidente della commissione di Vigilanza della Rai, Sergio Zavoli usa il bilancino: «È cruciale, in ogni caso, dar voce a istanze diverse, specie in un contesto che lasci spazio a critiche anche gravi, rivelatesi poi fondate, ma che abbia visto il Paese chinato su una tragedia in un sollecito, diffuso e responsabile atteggiamento di solidarietà». Il direttore generale della Rai Mauro Masi (nel tondo a destra) e il presidente Paolo Garimberti (nel tondo a sinistra), ribadiscono la piena solidarietà alla «Protezione civile che ha svolto e sta svolgendo in Abruzzo un lavoro straordinario ed encomiabile» e annunciano di aver avviato tutti gli approfondimenti previsti dai regolamenti per poi prendere delle iniziative. Masi aveva già espresso il suo apprezzamento al lavoro della Protezione civile, subito dopo la puntata di Annozero. Resta da capire ora quali misure saranno decise. Alla Rai per ora si tace. Una tirata d’orecchi? Una sanzione? Di certo non si ha voglia né di soprassedere, né di utilizzare armi che odorino di censura. Ci sarebbe il rischio di creare l’ennesimo mostro: il Michele-martire.