Rai, ora spunta la candidatura Mathieu

da Roma

Il tritacarne di viale Mazzini non smette di girare, e un nuovo nome esce dal cilindro della candidature possibili per la presidenza della Rai. Dopo l’affondamento in commissione di vigilanza di Andrea Monorchio, dopo il veto della maggioranza sulla candidatura di Claudio Petruccioli, dopo l’eclissamento della manovra che doveva portare sullo scranno di consigliere anziano (e quindi di presidente) Francesco Alberoni o Franco Servello, è la volta di un intellettuale come Vittorio Mathieu, classe 1923.
Sarà la volta buona? Di certo - ed è già molto, visti i precedenti - l’interessato, che da tempo collabora con il Giornale, conferma che l’ipotesi esiste: «Oggi ho ricevuto una telefonata del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta - spiega lo stesso Mathieu - per sondare la mia disponibilità alla presidenza della Rai. Io, visto che hanno pensato a me, sono disponibile». E ancora: «Sono disponibile certamente - aggiunge il professore - anche perché prima il consiglio di amministrazione della Rai era composto in gran parte di accademici, mentre negli ultimi anni la situazione è stata più politica. Visto che mi hanno pensato, non vedo perché dovrei dire di no». Intanto anche Sandro Curzi, consigliere d'amministrazione anziano della Rai facente funzione di presidente, prende carta e penna per chiedere che al ministro del Tesoro - azionista dell’azienda - la nomina abbia corso: «Le ho comunicato di aver ricevuto un mandato da parte del Consiglio al fine di verificare la possibilità di costituire un'assemblea totalitaria non oltre il 14 giugno prossimo. Poiché siamo alla vigilia della predetta data - prosegue Curzi - Le sarei grato se volesse confermarmi la disponibilità del Ministero azionista a comunicare l'indicazione del Consigliere Presidente in un'Assemblea totalitaria da tenersi alle ore 14.00 di domani presso la sede sociale di Viale Mazzini, 14». Il che vuol dire che il nome del candidato c’è, e adesso potrebbero essere fissati sia l’ora che il luogo in cui la nomina deve avere corso. Per ora, però, Siniscalco non ha fissato un calendaro di azione. Curzi dice che quello del ministro «è un silenzio preoccupante», Paolo Gentiloni, l’uomo che aveva fatto nascere la candidatura Petruccioli, preannucia barricate: «È triste vedere il governo protagonista di giochi e giochetti sulla pelle dell’azienda». È più difficile dare un presidente a viale Mazzini che un papa in conclave. Il nome di Mathieu sbloccherà l’impasse?