Rai, il pm: Berlusconi a giudizio Lui: "Riforma profonda della giustizia"

Chiesto dalla procura partenopea il rinvio a giudizio per il Cavaliere nell'ambito dell'inchiesta sulle raccomandazioni al presidente di Rai Fiction Saccà. Bondi: "Clima di inciviltà"

Napoli - Il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi è stato chiesto dalla procura della Repubblica di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sulle segnalazioni a favore di cinque attrici fatte dal leader di Forza Italia al presidente di Rai Fiction Agostino Saccà. A Berlusconi è contestato il reato di corruzione. La richiesta è del pm Vincenzo Piscitelli, l’avviso di chiusura indagini era stato notificato ai legali dell’ex premier lo scorso 19 dicembre. Per lo stesso Saccà, che si è autosospeso dalla carica in Rai il 13 dicembre scorso, è stato chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione, con l’ipotesi che abbia favorito le cinque donne. Berlusconi e Saccà hanno respinto l’accusa. "La vera assurdità - commenta Piersilvio Berlusconi - è che si faccia così tanto rumore per cose così piccole".

L'accusa I pm napoletani ipotizzano che Saccà si sia "inserito illecitamente" nella formazione di cast di produzioni tv per la Rai, favorendo alcune attrici "segnalate" in cambio della promessa di un sostegno alle sue future attività private da parte dell’ex premier.

"Serve un risanamento della magistratura" "Spero che si vada presto al voto e gli italiani ci diano una maggioranza sufficiente a poter fare una riforma in profondità della giustizia e della magistratura". Così ha detto Silvio Berlusconi, commentando la richiesta di rinvio a giudizio L’ex premier ne ha parlato all’arrivo a Milano dove si è recato a trovare la madre Rosa

Bonaiuti: "Il solito attacco" "Il solito attacco del solito settore della solita magistratura politicizzata", è stato il commento del portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, trasmesso da SkyTg24. Alla fine dello scorso anno, il gruppo Espresso pubblicò l’intercettazione di una conversazione telefonica tra lo stesso direttore di RaiFiction e Berlusconi, in cui si sentiva l’ex premier segnalare per un casting due persone, per favorire un politico non meglio precisato con cui stava cercando di ottenere una maggioranza in Senato. Saccà ha presentato attraverso il suo avvocato una denuncia per calunnia, allo stato contro ignoti. Berlusconi ha invece definito "un attacco violento" la pubblicazione della conversazione e presentato un esposto al Garante della privacy che ha chiesto informazioni ai magistrati partenopei.

Schifani: "Interrogarsi sullo stato di salute del paese" Il presidente dei senatori azzurri, Renato Schifani, dice di aver "perso il conto" dei rinvi a giudizio nei confronti del Cavaliere. "È il momento di interrogarsi sempre di più sullo stato di salute della giustizia nel nostro Paese e di chiedersi seriamente - prosegue - per quale motivo gli italiani non hanno più fiducia in quel potere giudiziario che spesso impegna tempo e denaro pubblico per indagini che nella maggior parte dei casi non approdano a nulla".

Bondi: "Barbarie e inciviltà" Se non si interverrà contro questo clima di "barbarie e inciviltà" non resterà che ricorrere alla "disobbedienza civile". Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, ha la sensazione di "vivere in un Paese capovolto": "In una città sommersa dai rifiuti, mentre ancora si cercano i responsabili di questo disastro e nel momento in cui si invoca la collaborazione e la solidarietà dell’intera opposizione, si chiede di processarne il leader con accuse risibili".

Ghedini: "Verifichino piuttosto cosa succede a Napoli" Il senatore azzurro, Niccolò Ghedini, punta il dito contro la procura di Napoli che, "pur essendo chiaramente incompetente territorialmente, anziché occuparsi della gravissima situazione presente in Campania, trova il tempo di chiedere il rinvio a giudizio di Berlusconi per un fatto assolutamente inesistente". Per Ghedini "destano straordinarie sorprese i tempi di questo procedimento che sono davvero da record": "Come possono chiedere il rinvio a giudizio senza prima aver investito la Camera dei deputati sulla utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche? Anziché aprire pratiche a tutela dei magistrati il Csm verifichi cosa sta accadendo a Napoli".

Di Pietro: "Berlusconi senza scuse" Antonio Di Pietro assicura che "i fatti di rilevanza penale addebitati a Berlusconi saranno valutati e stabiliti nelle varie sedi proprie. Stavolta Berlusconi non si può trincerare dietro la scusa di un complotto nei suoi confronti poiché le intercettazioni parlano chiaro" chiarisce l'ex pm.